Commercio

Negozi sempre aperti, il “no” di Confesercenti

La legge che liberalizza gli orari di apertura, secondo l’associazione di categoria, č un “regalo alla grande distribuzione” e un “danno per la piccola e media impresa” . A rischio chiusura 3 mila negozi in tre anni in Piemonte
Aperti 24 su 24, per 365 giorni l’anno. Un “sogno” per i consumatori incalliti, un incubo per i piccoli commercianti. La legge numero 111 emanata il 15 luglio 2011, recante “disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, ha introdotto nuove disposizioni in materia di orario delle attività commerciali e dei pubblici esercizi, la cosiddetta "deregulation".
La norma, presentata come provvedimento utile al rafforzamento ed alla qualificazione dell’offerta turistica, di fatto, come già denunciato dalla Confesercenti, potrebbe portare ad una pressoché totale liberalizzazione degli orari delle attività commerciali e dei pubblici esercizi.
Vengono in pratica eliminate le “restrizioni territoriali e temporali”. Vale a dire che per tutti i Comuni classificati turistici, al di là della stagionalità (invernale o estiva), la deroga varrà per 365 giorni all’anno e per tutto il territorio comunale.
Stesso trattamento per le città classificate “città d’arte” (praticamente tutte le città capoluogo di provincia italiane) per le quali la possibilità di apertura, per 24ore e per 365 giorni all’anno, sarà estesa a tutto il comune, periferie comprese.
“ E’ questo un grande regalo a favore della Grande Distribuzione ed una mazzata al tessuto della piccola e media impresa.- dichiara il Direttore provinciale della Confesercenti Michele Frizza - La scelta del Governo di inserire, nelle disposizioni in oggetto, una modifica, in via sperimentale (!) alla disciplina degli orari delle attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande nei comuni turistici e nelle città d’arte, non è certamente coerente con l’attuale riparto di competenza, così come derivante dalla riforma del titolo V della costituzione e risulta, per questo, di dubbia legittimità costituzionale. Tanto meno un intervento di tale portata può essere giustificato dal motivo della competenza esclusiva in materia di tutela della concorrenza, attribuita allo Stato. In base alla nuova norma, le Regioni e gli Enti locali dovranno adeguare le proprie disposizioni legislative e regolamentari entro la data del 1° gennaio 2012. Per contrastare l’entrata in vigore del provvedimento ci siamo già attivati con la Presidenza della Conferenza dei Presidenti delle Regioni per rappresentare, attraverso la Conferenza Unificata Stato Regioni, l’illegittimità costituzionale e la illogicità economica e sociale del provvedimento. La stessa situazione economica del paese, la stagnazione dei consumi, la ridotta capacità di spesa delle famiglie, stanno ad indicarci quanto non necessaria e certamente dannosa possa essere una rincorsa alle aperture perenni. Chi teorizza un aumento del Pil dell’1% grazie alla deregulation degli orari, non considera che la torta della spesa “non lievita” con aperture più ampie. Infatti con le aperture domenicali e festive si trasferiscono importanti quote di consumi dagli esercizi tradizionali alle grande concentrazioni commerciali senza nessun vantaggio per i consumatori, ma con l’ unico effetto certo di depauperare ulteriormente il tessuto economico nelle città e nei quartieri. Le piccole e medie imprese che saranno costrette a chiudere renderanno le città ed i quartieri più poveri, meno sicuri e vivibili. Considerati alcuni comparti del dettaglio, quelli più sensibili alle dinamiche strutturali e congiunturali in atto, con la liberalizzazione degli orari, stimiamo che in un triennio si perderebbero a livello regionale 3.000 esercizi (1.000 del comparto alimentare, 1.000 del tessile abbigliamento e 1.000 fra ferramenta, cartoleria, fiori e piante).
Purtroppo ci sentiamo sempre più soli a difendere gli interessi del commercio tradizionale, in quanto altre Associazioni non assumono da tempo nessuna posizione a favore dello stesso.”

28/07/2011
A.D.S. - redazione@alessandrianews.it