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Economia

Mercato immobiliare, è ancora crisi

Dal rapporto della Federazione italiana agenti immobiliari: il settore delle compravendite risente ancora della crisi. Prezzi lievemente in calo sul nuovo, crolla l'usato. Deboli segnali di ripresa dal secondo semestre. Ovada resta il centro zona più caro
Mercato immobiliare: calma piatta. E' quanto emerge dal rapporto semestrale di Fiaip, Federazione italiana agenti immobiliari professionali. Qualche “distinguo” in base alle caratteristiche dei centrizona monitorati, ma la sostanza è identica: dopo un fine 2010 che lasciava presagire segnali di ripresa, i primi sei mesi del 2011 hanno fatto nuovamente registrare dati in peggioramento per quanto riguarda il numero delle trattative di compravendita. E le prospettive per il prossimo semestre non sono rosee, ma i prezzi, a metro quadrato, restano stabili.
Stando ai prezzi rilevati, la città più cara in assoluto resta Ovada, che risente del mercato delle seconde case acquistate soprattutto dai genovesi. Casale sembra invece subire il peso maggiore della crisi, con prezzi in calo.

Una novità ha caratterizzato la presentazione dell'osservatorio, avvenuta nella sala conferenze di Confindustria: per la prima volta sono stati rilevati i movimenti relativi al mercato immobiliare industriale-commerciale con l'obiettivo di fornire uno strumento di qualità all'imprenditoria. “Il mercato risente della pesante situazione generale – ha spiegato Mauro Ravera, esperto Fiaip per il settore – ma ci sono interessanti richieste e programmi di investimento in particolare nel settore logistico, in quello dei servizi e nel comparto alimentare. Il primo di questi, ossia la logistica, nella nostra provincia mantiene un buon livello di domanda, forte della vicinanza con la Liguria. Il problema, in questo caso, è di conciliare gli immobili esistenti con le esigenze della richiesta, in quanto l'usato raramente ha strutture architettoniche idonee al servizio.”

Tornando all'immobiliare abitativo tradizionale, ad Alessandria tiene il nuovo, che ha prezzi variabili tra i 2700 euro a metro quadrato in centro, per scendere a 1000 nei sobborghi. In calo soprattutto il valore degli immobili di costruzione tra gli anni '60 e '70. Il prezzo più alto per un appartamento in buono stato e in zona centrale si aggira sui 2000 euro, ma scende ad 850 se ci si accontenta di una posizione periferica (Orti, Cristo, villaggio Borsalino). “Vince l'effetto 'quality' – spiegano Stefano Benatti e Giuseppe Perretta – si preferisce cioè il nuovo e questo comporta che i proprietari degli immobili usati saranno costretti a rivedere i prezzi”. Tuttavia, anche nel nuovo “sono molti gli immobili disponibili” e, per un naturale effetto domanda- offerta ci si attende un ulteriore modesto calo dei prezzi.
Ad Ovada, un florido mercato delle seconde case tiene alto il prezzo degli immobili, soprattutto quelli piccoli. “Il nuovo è stabile – dice la referente Laura Tardito – e nell'ultimo periodo abbiamo registrato una lieve ripresa delle contrattazioni”. I prezzi, soprattutto sul nuovo, restano alti, da un massimo di 3.300 euro a metro quadrato, per scendere a 1.200 per un usato in buono stato non centrale.
Novi non risente del beneficio di un flusso turistico – premette Carla Rapa – Tuttavia, negli ultimi mesi si registra una ripresa del mercato. La nostra anomalia è che c'è molta disponibilità di immobili vecchi, tutti in posizioni ottime”. I prezzi, quindi, restano stabili, sia nel nuovo che nel vecchio. “Si allungano però i tempi di vendita”, è un'altra nota dolente. Per chiudere una compravendita si arriva anche ad un anno e mezzo. Prezzi oscillanti tra i 2.200 a metro quadrato nel nuovo fino ai 1.100 nel vecchio in buono stato.
A Casale, stando all'analisi di Adriamo Roggero, è piena crisi: “dobbiamo rispondere proponendo nuove soluzioni”, è la ricetta suggerita. Si parla a spanne di 1500 immobili sfitti e “ci vorranno ancora 4 o 5 anni prima della ripresa”. Prezzi: da un massimo di 2.050 per un appartamento centrale e nuovo, fino ai 950 per un usato in buono stato.
Ad Arquata, prezzi in linea con il resto del mercato. “Il problema è la qualità, soprattutto nell'usato”, dice Aristide Canegallo.
 
29/07/2011

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