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Novi Ligure

"Meno riposo, più pericolo": camionisti in sciopero davanti all'Ilva

Prosegue dalla notte davanti allo stabilimento Ilva di Novi Ligure il presidio dei camionisti aderenti a Cgil, Cisl e Uil. Gli autotrasportatori sono scesi in sciopero per protestare contro la proposta di modifica al regolamento europeo sui controlli stradali, che ridurrebbe il tempo di riposo dei conducenti
NOVI LIGURE – Prosegue da questa notte davanti allo stabilimento Ilva di Novi Ligure il presidio dei camionisti aderenti a Cgil, Cisl e Uil. Gli autotrasportatori sono scesi in sciopero per protestare contro la proposta di modifica al regolamento europeo sui controlli stradali, che ridurrebbe il tempo di riposo dei conducenti da 45 a 24 ore settimanali.

«Se la modifica venisse approvata – spiega Federico Gandini della Uil-Trasporti di Genova – camionisti e autisti di autobus dovrebbero usufruire del cosiddetto riposo ridotto per 2 o 3 settimane consecutive, e avrebbero diritto al riposo lungo una sola volta al mese».

«Ci sarebbero gravi cambiamenti sulle modalità di organizzazione del lavoro – aggiunge Giuseppe Frangella della Filt-Cgil di Alessandria – Ma soprattutto si avrebbe un impatto nettamente negativo sul riposo degli autisti, sul loro equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, nonché sulla sicurezza stradale».

Secondo i sindacalisti, se tale modifica venisse approvata da Bruxelles, nel lungo periodo verrebbero danneggiati non solo i lavoratori, ma anche l’intero settore dell’autotrasporto italiano: «Verrebbero a crearsi ulteriori distorsioni, incoraggiando le aziende a utilizzare forza lavoro a basso reddito e a spostare nei Paesi dell’Est le proprie sedi».

Il presidio davanti all’Ilva sarà smantellato questa mattina. Finora comunque non si sono verificati problemi al traffico: i camion in transito di fronte allo stabilimento vengono fermati per consegnare agli autisti un volantino che spiega le ragioni dello sciopero e poi lasciati proseguire. Più tardi i rappresentanti dei lavoratori si sposteranno ad Alessandria per chiedere di incontrare il prefetto. «Quella di oggi è stata una manifestazione simbolica, siamo pronti a bloccare le strade se non saremo ascoltati – concludono i sindacalisti – Serve una mobilitazione generale per difendere il lavoro».
29/05/2017

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