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Novi Ligure

Ilva, a Taranto arresti e sequestri. Novi ora ha davvero paura

Sette arresti eccellenti nella città pugliese. Ma a destare preoccupazione, qui da noi, è soprattutto l'annuncio diffuso nel tardo pomeriggio dell'intenzione di "chiudere tutti gli stabilimento del gruppo". Robbiano scrive a Monti
13:30 Il sindaco Robbiano scrive a Monti
Mentre lunedì sera si diffondeva la notizia della possible chiusura degli stabilimenti Ilva in Italia, a Novi il consiglio comunale, riunito in seduta ordinaria, esprimeva "viva preoccupazione" per la situazione. Il sindaco Robbiano ha scritto al premier Mario Monti: "La decisione della Società Ilva di chiudere lo stabilimento di Taranto che conseguentemente provoca la chiusura degli stabilimenti di tutto il Gruppo Riva, ivi compreso lo stabilimento di Novi Ligure, è un atto di estrema gravità. La chiusura degli stabilimenti mette in crisi migliaia di famiglie che traggono il loro sostentamento dal lavoro presso queste aziende e del relativo indotto in un settore che, come è stato detto più volte, è strategico per il nostro Paese. Questa Amministrazione ha ribadito più volte che il tema del lavoro non può essere messo in alternativa a quello della salute e ritiene tuttora che questa sia la via maestra sulla quale tutti dobbiamo lavorare. Anche a nome del Consiglio Comunale riunitosi nella serata di ieri, 26 novembre 2012, con la presente esprimiamo grande preoccupazione per la decisione assunta dalla Direzione del Gruppo Ilva".


NOVI LIGURE – Ora Novi trema davvero. I militari della Guardia di Finanza di Taranto, infatti, hanno sequestrato ieri mattina i semilavorati prodotti dall’Ilva che si trovavano nel porto pugliese, in attesa di essere spedito via mare agli stabilimenti di Genova e Novi. Si tratta di un sequestro preventivo chiesto e ottenuto dalla locale Procura della Repubblica: in questo modo la merce non potrà essere commercializzata.

Ma il sequestro dei beni è – dal punto di vista dell’inchiesta – solo la punta dell’iceberg: sempre ieri, infatti, la finanza ha notificato sette provvedimenti d’arresto: tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi anche Emilio Riva e suo figlio Fabio (al momento irreperibile), mentre al presidente Bruno Ferrante, e al nuovo direttore dello stabilimento di Taranto, è stato notificata una informazione di garanzia. In arresto anche l'ex assessore all'Ambiente della Provincia di Taranto, Michele Conserva (che si era dimesso lo scorso settembre). Le accuse sono a vario titolo di associazione per delinquere, disastro ambientale e concussione. I sindacati si sono immediatamente allarmati: se i semilavorati non possono partire da Taranto ed essere trasferiti a Cornigliano e poi – da lì – via treno a Novi, lo stabilimento di strada Boscomarengo tra non molto potrebbe davvero fermarsi.

E, poche ore dopo la diffusione della notizia, dall'azienda arriva un'altra "bomba": il sequestro della produzione disposto dalla magistratura "comporterà in modo immediato e ineluttabile l'impossibilità di commercializzare i prodotti" e, per conseguenza, la cessazione di ogni attività nonché la chiusura dello stabilimento di Taranto e di tutti gli stabilimenti del gruppo che dipendono, per la propria attività, dalle forniture dello stabilimento di Taranto.

Immediata la reazione dei parlamentari, tra cui Mario Lovelli, che hanno immediatamente invitato il governo ad intervenire: "La gravità e l’impatto di questa decisione ci impone di chiedere un urgente intervento del presidente del Consiglio Mario Monti affinché, nelle prossime ore a Palazzo Chigi, sia convocato un incontro con l’Ilva per trovare soluzioni concrete per salvaguardare la salute e l’occupazione”. Chiedono intervenendo in aula alla Camera i deputati democratici Vico, Tullo e Lovelli che aggiungono “a questa nostra richiesta si è associato l’intero Parlamento che in questo modo interpreta quanto stanno reclamando a Taranto i lavoratori dell’Ilva.

L'incontro, convocato dal governo, è già stato fissato per giovedì alle 15.

Per oggi sono attesi scioperi e manifestazioni davanti ai cancelli degli stabilimenti.



 
 
27/11/2012

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