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Novi Ligure

Ilva, doccia fredda per i camionisti in presidio da oltre 10 giorni

Fumata nera al vertice convocato ieri al ministero per discutere dei pagamenti dovuti alle aziende dell'indotto. "Noi da qui non ci muoviamo", è la replica degli autotrasportatori novesi che da 12 giorni sono davanti ai cancelli dello stabilimento di strada Boscomarengo, giorno e notte. Oggi il dossier Ilva arriva in commissione al Senato
NOVI LIGURE – “Non ci sono soldi per gli autotrasportatori”. Il commento di Domenico D’Amico, che ieri pomeriggio a Roma ha partecipato come rappresentante dei camionisti al vertice con l’Ilva, riassume tristemente la situazione che centinaia di aziende dell’indotto stanno vivendo. “Noi da qui non ci muoviamo”, fanno sapere in risposta i camionisti che da ormai dodici giorni presidiano i cancelli dello stabilimento di strada Boscomarengo, a Novi Ligure. Da mesi e mesi attendono il pagamento delle fatture arretrate: si tratta di milioni di euro e tante aziende sono sull’orlo della chiusura, non hanno più neanche i soldi per acquistare il carburante e far viaggiare i mezzi.

Dall’incontro di giovedì 29 gennaio al ministero dello Sviluppo economico non sono arrivate notizie positive. Durante il vertice, che era stato convocato proprio per dare risposte ai problemi dell’indotto Ilva, il governo non ha dato garanzie su risorse immediatamente disponibili. Agli autotrasportatori è stato spiegato che il governo, in assenza di soldi, sta valutando come reperire i finanziamenti necessari.

Oggi, venerdì 30, comincerà la discussione, nelle commissioni Industria e Ambiente del Senato, sugli emendamenti al decreto Ilva, che riguardano anche l’indotto. Al momento però non ci sono garanzie per i crediti pregressi maturati dalle aziende dell’indotto prima del decreto governativo che immette l’Ilva in amministrazione straordinaria. La protesta degli autotrasportatori non coinvolge solamente Novi, anzi. Solo del settore autotrasporto dell’acciaieria di Taranto sono più di 300 le imprese coinvolte con un credito vantato di circa 15 milioni di euro.
30/01/2015

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