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Economia e Lavoro

Il manufatturiero in crescita. "Non demonizziamo sempre le nostre eccellenze"

Torna positivo il segnale dai settori eccellenti dell'industria della provincia alessandrina: in rialzo il comparto metalmeccanico, della chimica, gomma-plastica e alimentare. Questi i dati comunicati nella 158esima Indagine Congiunturale Trimestrale di Confindustria Alessandria. E tra le eccellenze spicca Solvay....
 ECONOMIA E LAVORO - Il 2014 si era aperto in un clima di incertezza. Oggi i dati della 158esima Indagine Congiunturale Trimestrale di Confindustria Alessandria (previsione di aprile -giugno 2014) tornano positivi e in miglioramento. Il segnale positivo, in questa primavera, arriva dai settori eccellenti dell’industria della provincia alessandrina: “elementi più rassicuranti influenzano le attese degli imprenditori, anche se il periodo difficile non è ancora del tutto alle spalle”. “Il riscontro complessivo si allinea – come spiega Giuseppe Monighini – ai dati delle precedenti Indagini Congiunturali. A mano a mano si avvistano i primi miglioramenti. Gli stessi dati a livello provinciale e regionale sono quasi sovrapponibili”. I segnali più forti arrivano dai settori come il metalmeccanico, la chimica, la gomma-plastica e l'alimentare, che rappresentano il cuore del manifatturiero della nostra provincia: nel complesso, gli indici del comparto manifatturiero sono in rialzo, seppure ancora negativi per occupazione, produzione, ordini totali e redditività, mentre sono sempre positivi gli ordini export. Si registra ancora la tenuta del grado di utilizzo degli impianti e della propensione ad investire, mentre la previsione di ricorso alla cassa integrazione è in lieve risalita, ma la maggioranza degli intervistati (il 74%) prevede comunque invariata l’occupazione.

In sintesi, l’indice di previsione dell’occupazione risale a –8 (rispetto al -11 del primo trimestre 2014), l’indicatore della produzione cresce a –5 (rispetto al precedente -9). Gli ordini totali sono stabili a –5 e sono sempre positivi e in crescita a +8 gli ordini export (nel primo trimestre +7).
L’indicatore specifico della redditività nel trimestre a venire è negativo a –22, anche se il 62% degli intervistati si attende una costanza della reddività. La previsione di ricorso alla cassa integrazione è segnalata dal 27% degli imprenditori del campione e la maggioranza degli intervistati (il 74%) prevede invariata l’occupazione. “Nonostante ci sia una rimessa in moto per le aziende, l'occupazione resta ancora a zero” precisa Giovannini. L'andamento dell'occupazione è uno dei “freni”, come è stato definito dal direttore di Confindustria, Fabrizio Riva. “L'emorragia di posti rimane copiosa”. Il secondo freno invece è rappresentato dalla “contrazione del credito, che prosegue nei primi mesi del 2014”.

Il grado di utilizzo degli impianti è al 65% della capacità e la propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali, è dichiarata complessivamente dal 62% degli intervistati. Il ritardo negli incassi è stabile ed è segnalato dal 56% degli intervistati, mentre il 76% ha lavoro per più di un mese. La rilevazione riferita al settore dei servizi alle imprese mostra previsioni migliorative con occupazione a +6, è positivo il livello di attività a +2, mentre sono a +1 i nuovi ordini, e a –16 per la redditività. I dati sono rappresentativi di una novantina di aziende manifatturiere del territorio, associate a Confindustria, e una ventina del settore servizi a supporto della produzione industriale.
Doveva essere un primo anno, il 2014, di svolta. E questa sembra essere la strada intrapresa. “Un saldo positivo a +24% sul risultato economico – prosegue nella presentazione Monighini – Ovvero si attestano al quasi 47% le aziende che dichiarano di chiudere con un utile positivo, mentre al 22% quelle in perdita”. Segnali positivi arrivano anche dal cosiddetto “indebitamento netto”, ovvero quante aziende sono andate a chiedere crediti agli istituti bancari. “Anche il plafond a sostegno delle industrie promosso da Bpm, in associazione con Confindustria, sta dando i suoi risultati – ha aggiunto su questo tema il Presidente Marco Giovannini – Sono 15 milioni di richieste plafond, quasi tutte specifiche per l'internazionalizzazione, su un potenziale di 90 milioni. Il tutto in soli due mesi. E negli ultimi giorni se ne sono aggiunti altri 5 milioni di richieste”. Gli aiuti alle aziende sono quindi partiti e sono tutt'ora attivi, continuando ad essere richiesti.

“I settori eccellenti della nostra industria trainano la ripresa – commenta Marco Giovannini, presidente di Confindustria Alessandria – Sono segnali finalmente più rassicuranti rispetto a quelli dei mesi scorsi, e che ci auguriamo di ritrovare, ancora maggiori, nelle prossime indagini”. Nonostante tutto, “questi elementi ancora non ci permettono di dire già, con certezza, che il periodo difficile è alle nostre spalle”. “Le economie avanzate accelerano, e le emergenti frenano ancora – replica Giovannini - Ci conforta la ripartenza delle esportazioni italiane, e le avvisaglie della ripresa della domanda domestica, con l’attesa di rimettere presto in moto gli investimenti”.
Così, come ogni altra Indagine Congiunturale di Confindustria, i dati raccolti vengono sintetizzati con un “titolo/slogan” e con una foto rappresentativa: “Il segnale dai settori eccellenti”, con una foto dello stabilimento chimico di Spinetta Marengo, la Solvay Solexis. Infatti il segnale positivo arriva dai settori che sono in crescita, da quelli definiti “eccellenze” del nostro territorio: “gli incidenti sono sempre dietro l'angolo e fanno comunque parte del normale ciclo industriale – ha spiegato Giovvanini – Quindi un caso come quello rappresentato per noi da Solvay, non è da demonizzare”. A voler con equità non puntare sempre il dito contro l'azienda è il direttore Riva: “l'incontro avuto con amministrazione e rappresentanti istituzionali, dopo l'incidente di qualche giorno fa, è stato importante, perché ha messo in luce l'attenzione rivolta dall'azienda alla sicurezza e al rapporto con il territorio”. “Sebbene gli imprenditori rispettino le normative e le regole, l'indice di rischio c'è sempre. Quindi si può sempre migliorare, con controlli costanti e continui che ci devono sempre essere, ma non si può credere di arrivare al 'rischio zero'”. Un sottile filo polemico, per un'azienda che funziona. E di questo ne sono consapevoli (quasi) tutti: “la difesa è rivolta all'ambiente e al territorio, ma anche all'occupazione”.
30/04/2014

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