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Bosco Marengo

I ricercatori Fn in sciopero: "senza stipendio da cinque mesi"

Nessun passo in avanti sulla situazione dei dipendenti di Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo. “Da cinque mesi senza stipendio, ma non hanno mai smesso di lavorare”. Proclamati tre giorni di sciopero, il 28, 29 e 30 aprile in concomitanza con l'assemblea dei soci dell'azienda partecipata da Enea
BOSCO MARENGO – Sei mesi e nulla è cambiato. Ancora situazione tesa per i dipendenti della Fabbricazioni Nucleari, l'azienda di ricerca partecipata al 98% da Enea “dimenticata” nel sito di Bosco Marengo. Alla fine del 2013 i lavoratori, tutti specializzati, diplomati e laureati, avevano denunciato il fatto di non percepire lo stipendio da mesi e, soprattutto, la mancanza di prospettive per il futuro. A sei mesi di distanza, restano ancora senza stipendio e proclamano, attraverso i sindacati di categoria, uno sciopero di tre giorni, il prossimo 28, 29 e 30 aprile.
Nel frattempo, l'amministratore delegato e presidente di Fn, Stefania Baccaro, ha rassegnato le dimissioni che saranno discusse durante l'assemblea dei soci, il 28 aprile. Se le dimissioni dovessero essere accattate, per Fn si potrebbe aprire la strada del commissariamento e per i dipendenti quella di un trasferimento a Saluggia. “Abbiamo l'impressione – dicono i dipendenti – che sia una scelta politica che arriva da Roma, compiuta ormai quattro anni, fa quella di smantellare il sito di Bosco per trasferirci a Saluggia. Ma a Roma, probabilmente, neppure sanno quale sia la distanza tra i due siti”.
Non è solo il disagio di un trasferimento a preoccupare i 13 dipendenti rimasti a presidiare il sito. A Bosco si è sempre fatta attività di ricerca e portato avanti progetti in vari settori. “Poco a poco hanno svuotato il sito, ci sarebbero commesse e progetti da portare avanti, ma senza co-finanziamenti da parte dell'azienda, è tutto fermo”, dicono.
Provano a spiegare la situazione i rappresentanti sindacali di categoria Maurizio Cantello, Cgil, e Claudio Cavalleretto, Cisl (nella foto in alto).
“Ad oggi i dipendenti non percepiscono stipendio da cinque mesi, più la tredicesima. L'ultimo versamento è stato fatto a gennaio, un acconto di mille euro per la mensilità di dicembre. Eppure, i lavoratori, con grande senso di responsabilità, non hanno mai saltato un giorno di lavoro. Le commessi su progetti non mancherebbero, manca però la volontà di portarli avanti. L'impressione è quella di essere in un pantano da cui non si riesce ad uscire”.
Nei mesi scorsi si sono succeduti incontri presso la Provincia e interrogazioni parlamentari. “Il prossimo 7 maggio è convocato un incontro presso la direzione provinciale del lavoro”, annunciano. Ma nel frattempo si tenta la strada dello sciopero per portare all'attenzione dell'opinione pubblica e della politica la situazione.
Fn, nonostante il nome, non si occupa più di nucleare, ma di progetti di ricerca su più fronti, da quello energetico, a quello ambientale. E' una partecipata dell'Enea, che detiene il 98,67% delle azioni. Fino a qualche anno fa, a fianco di Fn, lavorava anche Ansaldo Energia, che aveva affittato un'ala del sito e, grazie al canone d'affitto e alla compartecipazione alle spese, il lavoro era proseguito: “da quando la collaborazione è stata interrotta, è stato il declino”, dicono i dipendenti.
“A Bosco Marengo si sono alte professionalità, le uniche in zona – sottolineano i sindacati – e sarebbe una grave perdita se dovessero essere costretti ad andarsene”. Il sito di Bosco, infatti, rischierebbe di essere completamente abbandonato.
Mentre la bonifica da uranio, portata avanti da Sogin, è quasi del tutto completata, resterebbe però l'eredità di Fn da gestire.
“Non è nostra intenzione fare chiudere l'azienda – dicono ancora Cantello e Cavallaretto – chiediamo, al contrario, che i lavoratori possano continuare ad operare nel sito”. I dipendenti si sono anche rivolti ad un legale per ottenere quanto dovuto.
E', intanto, di questi giorni l'ultima interrogazione parlamentare presentata in Senato, cui si chiede al Governo di attivarsi affinchè ai dipendenti possano essere corrisposti gli stipendi arretrati e “se intendano adottare un piano strategico al fine di rilanciare nel medio, lungo periodo le prospettive industriali della FN SpA di Boscomarengo o, in alternativa, di garantire un diverso sbocco occupazionale verso Sogin SpA o verso ENEA”.
Ecco il testo dell'interpellanza
Premesso che:
da diversi mesi, i lavoratori della FN Nuove tecnologie e servizi SpA di Boscomarengo (Alessandria) vivono una condizione di grande difficoltà, dovuta sia all'irregolarità nella corresponsione degli stipendi, sia alla precarietà relativa alle prospettive future dell'impianto;
la loro condizione appare ancor più intollerabile se si considera come la FN SpA, subentrata a Fabbricazioni nucleari SpA, sia una società per oltre il 90 per cento di proprietà dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), agenzia interamente pubblica, la quale, inoltre, è committente diretta di attività di ricerca e sperimentazione dell'azienda;
secondo quanto consta agli interroganti, i lavoratori non percepiscono stipendio dal mese di dicembre 2013 e la direzione aziendale ne ravvisa la causa nel mancato o ritardato pagamento di alcune delle attività commissionate all'azienda dal Ministero dello sviluppo economico, dalla stessa ENEA e dalla Regione Piemonte;
i mancati o ritardati pagamenti, oltre a causare ciclicamente l'interruzione della regolare corresponsione degli stipendi al personale, hanno determinato nel corso del tempo l'esposizione bancaria della società, chiamata pertanto a far fronte a un duplice e crescente impegno verso i lavoratori e verso le banche creditrici;
i vertici aziendali, nei contatti sin qui intercorsi, hanno manifestato preoccupazione per la mancanza di certezze circa la continuità del flusso di committenze che nel corso degli anni hanno alimentato l'attività di FN Nuove tecnologie e servizi SpA;
tale criticità, peraltro, nota da tempo agli stessi lavoratori e ai loro rappresentanti sindacali, oltre alle tensioni legate all'incertezza nella corresponsione degli stipendi, ha generato una crescente apprensione circa le prospettive future dell'impianto, portando a valutare sbocchi occupazionali alternativi, legati ad attività affini gestite da Sogin SpA, nello stesso sito di Boscomarengo, e da ENEA a Trino vercellese (Vercelli);
tale soluzione potrebbe essere agevolata da talune circostanze, quali il numero contenuto di unità lavorative attualmente impiegate, circa una quindicina, e l'ottimo profilo di qualificazione tecnica e professionale espresso,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano di attivarsi con urgenza al fine di garantire che ai lavoratori siano liquidati gli emolumenti pregressi, nonché, assicurato il ripristino del regolare pagamento, secondo quanto stabilito dal contratto di lavoro e dagli accordi aziendali;
quali iniziative urgenti intendano intraprendere in caso di perdurante insolvenza dell'azienda al fine di attivare ammortizzatori sociali atti a garantire almeno parzialmente il reddito dei lavoratori;
se intendano adottare un piano strategico al fine di rilanciare nel medio, lungo periodo le prospettive industriali della FN SpA di Boscomarengo o, in alternativa, di garantire un diverso sbocco occupazionale verso Sogin SpA o verso ENEA.
24/04/2014

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