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Silvano d'Orba

Gualco: da sei generazioni i segreti della distillazione

La grappa che si produce a Silvano d'Orba è il risultato di una storia nata nel 1870 e proseguita dal mago Bartolomeo e da nonna Susanna
SILVANO D'ORBA  Compirà 80 anni nel 2014 l’attuale distilleria Gualco, situata al centro di Silvano d’Orba, quasi a enfatizzare il ruolo e la storia che il comune si è conquistato nella produzione del distillato. Entri nella rimessa, dietro via XX settembre, dove risiede il prezioso alambicco depositario del metodo tipico piemontese “a bagnomaria” e l’olfatto è subito invaso dal residuo del vinacce.

«Il periodo di produzione – ci racconta Giorgio Soldatini, 33 anni e distillatore da 12, depositario dei segreti del “mago” Bartolomeo e di nonna Susanna – è terminato da poco. Qui le vinacce non solo materia prima: una volta utilizzate diventano combustibile ecologico. L’impianto viene caricato manualmente di volta in volta, per questo è discontinuo. In un’ora, ci vogliono 200 chili di vinacce per produrre dai 10 ai 15 litri». Distillare a bagnomaria significa lavorare con pressione più bassa. «È un metodo fatto su misura perché si lavora con la vinaccia asciutta. È necessario un bravo fuochista e tanta attenzione». La legna serve solo al lunedì per l’accensione.

Il legame tra la famiglia Gualco e la grappa affonda nel 1870. Paolo Gualco, stufo di girare le campagne per fare ceste e torchiare le uve, decide di avviare un’attività ambiziosa perché già all’epoca le accise sui distillati scoraggiavano molti produttori. L’industrializzazione, la posizione a valle hanno un influsso positivo alla fine del secolo sull’economia del paese che sfiora i 3 mila abitanti. Nel frattempo l’impresa è passata al figlio, omonimo del fondatore. L’enologia diventa il “pallino” di famiglia: Duilio, nipote del fondatore si diploma ed emigra in Argentina a Mendoza dove dirigerà un’importante cantina e darà i Natali a Susanna.

«La distilleria di oggi – prosegue Giorgio Soldatini, sesta generazione – è quella fondata da Bartolomeo, forse la figura che ha contribuito maggiormente a elevare la grappa, da distillato povero, a prodotto da assaporare». Bartolomeo è vulcanico e intransigente, oltreché gran bevitore: rifiuta la vendita ai clienti che coinvolti per un assaggio, ingurgitano frettolosamente. Ma è molto selettivo anche per le vinacce. «È stato necessario educare i produttori. Oggi la materia prima è di buona qualità: tutto prodotto locale. Quello che arriva da più lontano è del tortonese, uve utilizzate per il Timorasso». Nella sua bottega si forma Susanna, rientrata da Genova dopo la scomparsa del marito Marcello Soldatini, commerciante di liquori. Susanna impara tutto da Bartolomeo.

«In più – racconta Giorgio – ha doti di palato fuori del normale. Poi è una gran lavoratrice, bravissima a sopportare anche clienti noiosi». Giorgio, una laurea in Scienze e Tecnologie dell’Arte e dello Spettacolo, riceve la distilleria assieme alla sorella Marcella da papà Alessandro, bancario e appassionato di vela. Oggi collabora anche lui ed ha il compito importante di vagliare le partite dei produttori, inviarli ai silos appropriati. «Produciamo – spiega – quasi 25 mila bottiglie ogni anno di 34 prodotti diversi».

Nell’anno in corso la Rubinia, grappa di Moscato invecchiata sei anni, ha ricevuto l’alambicco d’oro. La cantina di famiglia è un luogo suggestivo, colori caldi impreziositi dalla mostra di piccoli presepi allestita ogni anno tra novembre e Natale. Nelle botti d’acacia riposa appunto la Rubinia. C’è anche una selezione limitata, 90 bottiglie, di grappa invecchiata trent’anni. Lo stesso aroma dei locali dell’alambicco ritorna, anche se addolcito, nel negozio e nel laboratorio di confezionamento retrostante. Per chi è interessato si può prenotare la visita guidata: sul sito www.distilleriagualco.it tutte le informazioni. 

22/12/2013
Edoardo Schettino - redazione@ovadaonline.net

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