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Dalla formazione al lavoro

Francesco, razionalizzare le paure per aprirsi alle sfide

Incontriamo Francesco, ingegnere biomedico trentunenne, attualmente process engineer in una multinazionale del settore biomedicale leader nella produzione di dispositivi per il trattamento di malattie cardiovascolari, con sedi italiane in Emilia Romagna e Piemonte
DALLA FORMAZIONE AL LAVORO - Nono appuntamento con le Storie di Successo di Plastics Academy: questa settimana abbiamo incontrato Francesco, ingegnere biomedico trentunenne, attualmente process engineer in una multinazionale del settore biomedicale leader nella produzione di dispositivi per il trattamento di malattie cardiovascolari, con sedi italiane in Emilia Romagna e Piemonte.

Francesco, presentiamoci brevemente ai lettori di AlessandriaNews…
Sono originario della provincia di Napoli, classe ’83, ingegnere biomedico di formazione e attualmente faccio parte di un team specializzato nella convalida e controllo dei processi produttivi. Un lavoro complesso e stimolante, in cui ciascuno di noi segue la realizzazione di diversi prodotti.

Come hai costruito il percorso che ti ha portato fin qui, nell’azienda che ha “scommesso” su di te, assumendoti recentemente?
Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Biomedica con specializzazione in Bioingegneria Industriale presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, ho cominciato a fare qualche ricerca sul web per trovare percorsi di formazione sui materiali polimerici, molto utilizzati in ambito biomedicale.
Volevo non solo aumentare le mie conoscenze, ma anche costruirmi un bagaglio spendibile nel mondo del lavoro. E così ho trovato l’opportunità del Master in Ingegneria delle Materie Plastiche presso il Politecnico di Torino – sede di Alessandria.

Parliamo quindi del Master: un bilancio dell’esperienza…
Il bilancio è estremamente positivo: oltre ad essere un’ottima esperienza formativa, è stata anche un’occasione di contatto con persone e storie diverse, uno scambio di esperienze davvero arricchente anche dal punto di vista personale.

Un consiglio per chi volesse intraprendere il Master in Ingegneria delle Materie Plastiche:
Affrontare il percorso con grande serietà dal primo giorno, apprendere il più possibile perché le nozioni acquisite durante le lezioni teoriche ti aiutano ad affrontare al meglio il lavoro in azienda.

Come è stato il tuo primo ingresso nel mondo del lavoro?
È avvenuto proprio grazie al Master in Ingegneria delle Materie Plastiche, tramite lo stage finale organizzato da Plastics Academy Srl. Ho lavorato in un’importante azienda produttrice a livello globale di prodotti dentali situata in Svizzera, nel settore ricerca e sviluppo. In particolare, avevo il compito di definire i requisiti di ingegneria di un prodotto che era allora in fase di sviluppo. Ho avuto quindi la fortuna di poter lavorare ad un progetto “appena nato”, in un’azienda che mi ha dato da subito fiducia.

C’è ancora qualcosa che ti piacerebbe realizzare?
Sono molto soddisfatto del mio attuale ruolo di ingegnere di processo – un ruolo che ha già realizzato le mie ambizioni professionali, unendo le mie competenze sulle materie plastiche al mio settore di formazione, il biomedicale.
Questa posizione presenta ampi margini di miglioramento, per cui mi piacerebbe vedermi tra qualche anno in questo stesso ruolo, con maggiori esperienze e responsabilità.

Dalle tue parole traspare l’entusiasmo e la passione per il tuo percorso formativo e professionale. Se dovessi parlarci invece di momenti difficili, vissuti durante lo studio o il lavoro, cosa ci diresti?
Se devo trovare un aspetto faticoso del Master, direi il numero di ore di lezione teorica (8 al giorno, per 5 giorni alla settimana) che forse non consentiva, a fine giornata, di immagazzinare al meglio le numerose nozioni apprese durante il giorno. Ritmo serrato e tempi ristretti per acquisire le nozioni sono aspetti difficili che tutti noi allievi abbiamo incontrato.
Diluirei quindi maggiormente le lezioni teoriche nel tempo, intervallandole ad un numero maggiore di esercitazioni pratiche.

Qual è il motto o frase significativa per te?
È la frase di un matematico del Novecento, Renato Caccioppoli, che diceva: “Se hai paura di qualcosa, misurala. Scoprirai che si tratta di un’inezia.”
Ovvero, riuscire a circoscrivere le esperienze negative di fronte alla bellezza della vita. Per non perdere l’entusiasmo e la grinta di fronte alle sfide.


 
29/01/2015
Francesca Frassanito - redazione@alessandrianews.it

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