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Economia e Lavoro

Federdistribuzione nega il contratto ai lavoratori della grande distribuzione

Sciopero e manifestazione unitaria dei sindacati per la giornata di sabato 28 maggio per il mancato accordo con Federdistribuzione sul contratto per i lavoratori della grande distribuzione commerciale. Manifestazione nel casalese e poi a Torino
 LAVORO - Federdistribuzione nega il contratto alle lavoratrici e ai lavoratori della grande distribuzione commerciale: trattative cessate per la definizione del primo contratto collettivo nazionale di lavoro per le aziende aderenti a Federdistribuzione.

E i sindacati non ci stanno: Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato uno sciopero per l'intera giornata di oggi, sabato 28 maggio, con relativa manifestazione, sia locale (a Villanova M.to – Strada Statale Casale/Vercelli il località rotonda stabilimento ex Bistefani/Supermercato Bennet ) sia a Torino con concentramento in Piazza Albarello, corteo e conclusioni in Piazza Carignano. Cui si aggiungeranno ulteriori 8 ore di sciopero da gestire a livello territoriale.

Le ragioni della rottura sono da ricondurre alle condizioni inderogabili e non negoziabili poste da Federdistribuzione per la sigla del contratto, vale a dire: "La destrutturazione del sistema di inquadramenti utilizzando la leva del jobs act; l’imposizione di norme destinate a consentire alle aziende di derogare a tutte le norme del futuro contratto anche in assenza di accordo tra le parti a livello aziendale; la definizione di aumenti salariali che determinerebbe al 31.12.2018 una massa salariale di 1.831 euro al 4° livello a fronte dei 3.000 euro previsti alla stessa data e al medesimo livello d’inquadramento dal contratto applicato ai dipendenti delle altre aziende del commercio, ossia alla stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore".

"Porre a 28 mesi dall’inizio dei negoziati tali condizioni inderogabili e non negoziabili dimostra che l’asserita volontà di Federdistribuzione di realizzare un’intesa è priva di fondamento - commentano le tre sigle sindacali - Federdistribuzione vorrebbe imporre un diktat inaccettabile attraverso cui realizzare un evidente vantaggio competitivo a danno dei propri dipendenti".

"In aggiunta a ciò è emersa palese la volontà di Federdistribuzione di modificare in peggio le norme contrattuali sul mercato del lavoro, l’orario di lavoro e la bilateralità, con particolare riferimento ai sistemi di welfare (assistenza e previdenza integrative), determinando un danno aggiuntivo per i dipendenti delle imprese ad essa associate".
28/05/2016

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