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Lerma

Esuberi alla EAA? Gli addetti protestano

Sciopero di sei ore e incontro con il sindaco di Lerma in un momento di grande incertezza. La Fiom Cgil: "Prospettiva non chiara, la proprietà dica cosa intende fare"
LERMA - Hanno manifestato l’altro giorno davanti alla sede dello stabilimento di Mascatagliata e hanno scioperato per sei ore i cinquanta addetti della EAA, l’azienda storica di automazione e convertitori trasferitasi qualche anno fa da Genova. Chiedono una maggiore chiarezza a proposito del futuro immediato dell’azienda. E per dare più forza alla loro voce hanno incontrato in comune il sindaco Bruno Aloisio, per far presente la loro situazione. “Nell’ultimo anno – spiega Anna Poggio, Fiom Cgil Alessandria – abbiamo sentito tante parole ma  ma nei fatti iniziano a slittare sempre più gli stipendi, si comincia a non versare più i contributi all’INPS e a Cometa (la previdenza integrativa) e si comincia a minacciare di portare i libri in Tribunale”.   “Chiederemo – aggiunge proprio il primo cittadino Aloisio – un incontro con i vertici e intendiamo coinvolgere a più livelli Regione Liguria (la sede legale dell’azienda è a Genova ndr) e Piemonte per verificare quali vie d’uscita ci sono”.   La EAA nacque a Genova nel 1971. Nel 2015 entrano in scena nuovi imprenditori, l’amministratore delegato Imq Antonella Scaglia che provvede alla nomina di Giovanni Zambianchi e Mario Mazzarello come amministratori.  Alle prime difficoltà finanziarie si risponde con un anno di cassa integrazione straordinaria per avviare una fase di rilancio. “Agli incontri – prosegue Poggio – è sempre venuta la signora Antonella Scaglia. Le cose hanno iniziato a peggiorare,  ma nei fatti iniziano a slittare sempre più gli stipendi, si comincia a non versare più i contributi all’INPS e a Cometa (la previdenza integrativa) e si comincia a minacciare di portare i libri in Tribunale”.   Dai vertici di EAA, contattati telefonicamente, si fa sapere di non voler rilasciare dichiarazione in questa fase. L’attuale prospettiva è quella di almeno 15 esuberi sul totale della forza lavoro. “Chiediamo – aggiunge la Fiom Cgil in una nota ufficiale - quali siano le vere intenzioni della proprietà, ma ad oggi non c’è la benché minima chiarezza, i lavoratori vengono chiamati uno a uno chiedendo se sono disponibili ad uscire dall’azienda senza incentivi, né ricollocazione; l’età media è intorno ai 45, 50 anni”.
20/04/2018

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