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Ovada

Commercio: il turn over nasconde il malessere

Si alternano aperture e chiusure nel centro della città, cambia il tessuto e la tipologia di oggetti messi in vendita. Poche le aree davvero appetibili
OVADA - E’ un turn over sempre più serrato quello che contraddistingue il mondo del commercio ovadese. L’addio del Ristorante Giulio di qualche settimane segue altre chiusure di attività eccellenti con un carico simbolico di tradizione:  il negozio di giocattoli di Elio Briata di Corso Libertà, Rebora di Via Cairoli, lo “Scrigno” di Mina Allosio e il “Nido” di Orietta di Via S. Paolo, Benetton di Piazza xx Settembre, I “Fiori di Valentina” di Via Ruffini. Nel frattempo hanno aperto la nuova Pizzeria nelle Aie, il punto Solimarket di Via Lung’Orba Mazzini, prossima apertura di una capsuleria delle migliori marche di caffè in Corso Libertà  che segue quella già avviata in via Cairoli. In un quadro del genere assume rilievo relativo il dato numerico. A fine 2016 erano state rilevate dagli uffici comunali 13 nuove aperture (2 nel settore alimentare, 10 nel settore non alimentare e 1 nel settore misto) a fronte di 21 cessazioni (2 alimentari, 16 non alimentari e 3 nel settore misto). Il saldo quindi negativo per 8 unità. Non è differente l'andamento nel settore dei pubblici esercizi, dove si sono registrate 2 aperture (una in realtà è una somministrazione legata ad attività di intrattenimento e svago) e 4 cessazioni, con un saldo negativo quindi di 2 esercizi.

Completava la statistica la chiusura di un'edicola, di un distributore (in realtà inattivo da tempo) e l'apertura di una nuova farmacia. Al 31 dicembre 2016 risultavano attivi 300 esercizi di vicinato (58 alimentari, 213 non alimentari e 29 misti), 84 pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie), 8 tabaccherie, 5 edicole, 6 distributori di carburante, 4 farmacie, 17 medie strutture commerciali (6 miste e 11 non alimentari), 15 estetisti, 27 acconciatori, 4 agenzie di viaggio (più 1 on-line), 3 sale da gioco, 3 attività di autonoleggio, 2 alberghi, 6 bed & breakfast, 2 agriturismi, 1 ostello e 1 casa appartamenti vacanze. ““La vivacità – commenta l’assessore al Commercio, Giacomo Pastorino - è sempre la benvenuta, in genere, in questo caso però, purtroppo, spesso la troppa vivacità rappresenta un segnale di precarietà, che – tutti insieme – dobbiamo cercare di arginare. Penso ad esempio al settore dei pubblici esercizi, salito agli onori della cronaca un anno fa, in particolare per quanto riguarda i bar. Sono essenziali nel tessuto commerciale di una cittadina che si professa turistica, ma certamente devono trovare una sostenibilità economica rapportata alla popolazione e – forse – ripensare anche il modello di servizio offerto”.

29/08/2017

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