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Economia e Lavoro

Commercio: un bilancio del Natale

Abbiamo intervistato Roberto Cava, direttore dell'Associazione Commercianti di Alessandria, per farci spiegare l'andamento degli acquisti nel periodo di Natale.
ALESSANDRIA - Natale passato, tempo di bilanci. All'indomani delle festività natalizie e del loro caotico via vai, ci siamo chiesti come fosse andato, per i commercianti, l'ultimo periodo dell'anno. Prima dei saldi, immediatamente dopo gli acquisti per i regali, abbiamo intervistato Roberto Cava, direttore dell'Associazione Commercianti di Alessandria, che ci ha raccontato come il commercio alessandrino abbia risposto al Natale.

Che Natale è stato, direttore?
A colpo d'occhio è evidente. Chi ha memoria dei Natali passati può ricordare come, fino a poco tempo fa, le vie della città fossero popolate già dall'ultima domenica di novembre, con i negozi pieni. Negli ultimi tempi, invece, gli acquisti vengono lasciati agli ultimi giorni, come hanno dimostrato le vie della nostra città, popolate poco prima del natale.

Questo cosa può significare?
La crisi ha creato problemi. Il trend dei consumi è stato negativo per tutto il 2013, con valori inferiori a quelli del 2012: ci sono stati aumenti delle vendite rispetto alla norma, ma non si possono recuperare durante questo Natale le vendite mancate durante l'anno. Il Natale, però, resta un momento importante per il commercio. Le vie affollate, i giorni animati dello shopping dell'ultimo minuto sono segnali concreti. 

Com'è andata, dunque?
La situazione del commercio è tale per cui anche le vendite natalizie non compensano la mancanza di quelle lungo il resto dell'anno. Una conferma, insomma, della situazione di come la crisi economica e la mancanza di fiducia abbia messo in crisi il sistema distributivo. E' ancora presto per poter avere dei dati precisi e certi, ma il "Fashion report" di Federazione Moda Italia aveva preannunciato un modello di consumo simile a quello degli anni lontani, con acquisti all'insegna del risparmio. Le previsioni di spesa nel periodo natalizio segnalavano che più di un italiano su due - circa il 53,4% - avrebbe acquistato capi d'abbigliamento come regali. Il 19%, tuttavia, aveva dichiarato che avrebbe aspettato i saldi per acquistare capi di vestiario. 

Abbigliamento a parte, come è andata?
Oltre alla tecnologia ed i giocattoli, che da sempre fanno la parte del leone, la tendenza a passare il Natale in casa ha fatto sì che anche le vendite per i negozi di alimentari fossero buone.

Come sarà questo 2014? 
La speranza è d'obbligo, anche se la chiusura di molti negozi, alcuni dei quali anche in centro, richiede una riflessione attenta e nuove politich per il rilancio del commercio alessandrino, perché se si spengono le vetrine, muore la città. 
27/12/2013

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