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Arquata Scrivia

Cementir, i lavoratori sul piede di guerra: "pronti allo sciopero"

I lavoratori dello stabilimento Cementir di Arquata hanno proclamato lo stato di agitazione, dopo che l'azienda ha fatto partire la mobilità per quattro impiegati del settore commerciale
LAVORO - Nel 2017 avevano "resistito" per nove giorni, per scongiurare i licenziamenti. Sono pronti a scendere nuovamente in sciopero i lavoratori dello stabilimento Cementir di Arquata se l'azienda non bloccherà le quattro mobilità attivate per altrettanti impiegati commerciali e se "non si renderà disponibile ad un confronto".
I 27 dipendenti rimasti attivi nello stabilimento arquatese ieri pomeriggio si sono incontrati con i sindacati. Al termine dell'incontro è stato proclamato lo stato di agitazione, preludio dello sciopero. 
"A Italcementi ricordiamo che ci sono impegni presi con i lavoratori e con le istituzioni che non possono e non devono essere disattesi – dichiarano ora Cgil, Cisl e Uil - Chiediamo che l’azienda non proceda con i licenziamenti e che si renda disponibile al confronto. In caso contrario metteremo in atto iniziative di lotta a difesa dei lavoratori".
L'accordo al quale i sindacati si riferiscono è quello del 2017, arrivato dopo una lunga trattativa con la proprietà dell'epoca, il gruppo Caltagirone. 
L'azienda si era impegnata a bloccare, anche allora, i licenziamenti fino alla fine dei lavori per il Terzo Valico dei Giovi, e a ricollocare presso Cociv una quindicina di lavoratori. 

A ricordare gli impegni assunti c'è anche il consigliere regionale Walter Ottria: "Alla fine di gennaio del 2017, circa un anno e mezzo fa, avevamo celebrato l'accordo che metteva fine ad una fortissima mobilitazione dei lavoratori della Cementir di Arquata, uno sciopero e un presidio durato molti giorni e molte notti, organizzato per contestare i 23 licenziamenti annunciati dall'azienda.
L'intesa prevedeva che dieci dei 23 dipendenti fossero assunti dalla società Betonir, controllata Cementir, negli impianti di Castagnole e Moriassi; 5 assunti dal Cociv; dei restanti 8 vi era l’impegno del Cociv per l’assunzione sempre a tempo indeterminato, anche tramite assunzioni presso subappaltatori e o subaffidatari del Consorzio all'interno dei lavori del Terzo valico. Tutti a parità di condizioni economiche e normative rispetto a prima.
Oggi – afferma il consigliere regionale Valter Ottria, Liberi e Uguali – la ItalCementi, ha inviato 50 procedure di mobilità in tutta Italia, di cui 4 riguardano proprio lo stabilimento di Arquata Scrivia. Si tratta con evidenza di una mancanza di rispetto verso gli accordi sottoscritti. Per questo motivo, come già nel gennaio 2017, seguirò con attenzione la vicenda, portando la questione all’attenzione dell’assessore regionale competente".
L'azienda, dal canto suo, conferma la fase di riorganizzzione: "Italcementi sta procedendo, in seguito all’acquisizione delle attività italiane di Cementir, a un riassetto organizzativo che riguarda anche la rete commerciale. In quest’ottica si collocano le misure in atto ad Arquata: si tratta di venditori che usciranno dalla struttura in seguito a una necessaria riorganizzazione della rete. Per i venditori interessati sono comunque previste iniziative di riqualificazione finalizzate a favorire la rioccupazione nell'ambito delle varie linee di business in cui Italcementi è presente".
Il timore dei sindacati è che la mobilità dei quattro sia il preludio della chiusura dello stabilimento in favore di quello appartenente allo stesso gruppo a Novi Ligure: "In seguito all’acquisizione, Italcementi sta procedendo a un riassetto del network industriale, che sarà condotto puntando a un equilibrio tra efficienza degli impianti e potenzialità di mercato. Sono questi i criteri che saranno applicati anche e soprattutto in presenza di impianti geograficamente vicini e con mercati simili".
28/06/2018

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