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Alessandria

Borsalino: garanzia di continuità per i lavoratori. Curatori intenzionati a chiudere vendita prima di fine maggio

Un incontro "schietto" quello delle organizzazioni sindacali prima con Camperio e poi con i curatori fallimentari. Entrambi hanno rassicurato i lavoratori sulla continuità di produzione e occupazione per questo periodo fino ad arrivare alla scadenza dell'affitto del ramo d'azienda. Intanto anche la cittadinanza alessandrina si è mobilitata, con un sit-in organizzato per sabato 23 dicembre, oltre alla attenzione di politica e associazioni
 ALESSANDRIA - Un doppio incontro per avere qualche risposta, qualche chiarimento e ovviamente qualche rassicurazione è stato quello delle organizzazioni sindacali con l'imprenditore italo-svizzero Philippe Camperio prima e con i curatori fallimentari poi nella fabbrica Borsalino. Se l'imprenditore che da due anni e mezzo investe in questa realtà, in questo marchio e su questo territorio ha confermato la volontà di voler proseguire in questo, nel mantenimento del “made in Alessandria” della produzione e quindi dei lavoratori che rendono possibile la fama internazionale del marchio, anche da parte dei due curatori fallimentari nominati dal tribunale Stefano Ambrosini e Paola Barisone è arrivata la rassicurazione di una continuità produttiva e quindi occupazionale per tutto questo periodo che intercorre dal fallimento dell'azienda decretato da sentenza del Tribunale di Alessandria alla data di scadenza dell'affitto del ramo di azienda per Camperio, il 31 maggio. Un “cauto ottimismo” è stato il messaggio dei curatori da portare ai dipendenti della Borsalino.

Una data importante quella di fine maggio che hanno voluto sottolineare anche i due curatori con i sindacati: “noi vogliamo fare in fretta e attivare subito l'iter per l'asta e quindi l'intenzione è di arrivare alla vendita anche prima della scadenza dell'affitto”. O nella peggiore delle ipotesi di prospettare una proroga davvero di uno o due mesi, il tempo ristretto per concludere il tutto. Un approccio definito da Maria Iennaco della Cgil “schietto e molto diretto”. Senza entrare nei particolari, oltre alla strada della messa all'asta, hanno anche confermato un dialogo/confronto subito aperto con l'imprenditore svizzero soprattutto per quanto riguarda una delle questioni più spinose di tutta questa vicenda, quella del marchio che è di proprietà di Camperio. I confronti tra le due parti proseguiranno e questo fa pensare di non ritenere già data per certa la volontà di mettere in discussione l'acquisto del marchio da parte dell'imprenditore italo-svizzero e quindi di una possibile revoca. Se invece su questa questione si dovesse aprire una strada giudiziaria, “allora questa sarebbe ben più lunga e di non così facile risoluzione”. L'idea sembra quella che tutti stiano lavorando per non arrivare ad intraprendere quel percorso, ma anzi ad andare all'asta il prima possibile con la dichiarazione già fatta da Camperio, “io ovviamente parteciperò”.

Sindacati e curatori fallimentari si sono dati appuntamento a metà gennaio, “per eventuali evoluzioni o aggiornamenti” visti i tempi corti nei quali si vuole procedere, come ha confermato Claudio Cavalleretto della Cisl. Che insieme a Cgil e Uil sperano in una attenzione sempre alta anche da parte delle Istituzioni locali.

Che in questi giorni non hanno fatto mancare la loro voce sulla vicenda e la vicinanza. Da Alessandria il primo cittadino Cuttica ha ribadito a chiare lettere che “ognuno di noi è Borsalino e che quindi ogni occasione sarà utile ad esaltare e a rivendicare il legame di questo nome al territorio alessandrino”. Per questo durante la giornata di inaugurazione della mostra di Chagall (oggi, ndr) alla biblioteca civica ci sarà anche un “riferimento d'immagine legato alla Borsalino”. Da Roma l'intervento in Senato di Daniele Borioli (Pd), che ha invitato il Governo ad evitare il peggio e a intervenire per salvare un'azienda storica come la Borsalino, che racchiude in sé una parte significativa della storia industriale, sociale e culturale del Paese”.

Ma per la Borsalino si sta in realtà mobilitando tutta la città: attraverso i social ci si è dati appuntamento per sabato 23 dicembre, dalle 11 alle 12, per un sit-in davanti allo storico negozio di cappelli di corso Roma. “Una breve pausa durante lo shopping natalizio, anche solo un passaggio: sabato 23 dicembre gli alessandrini si danno appuntamento di fronte al negozio Borsalino. E', questa, la risposta alla notizia del fallimento del marchio nato nel 1857 ad Alessandria. Un gesto di solidarietà nei confronti dei lavoratori: ci stringiamo gli uni agli altri per combattere la crisi economica della città piemontese. Hai un cappello Borsalino? Indossalo sabato! Non ce l'hai? Ti aspettiamo lo stesso”. E non poteva non nascere un “Comitato per la difesa della Borsalino ad Alessandria, aperto a tutti coloro che condivideranno questa battaglia e vorranno farne parte “ sono state le parole del presidente dell'associazione cultura Libera Mente – Laboratorio di Idee, Fabrizio Priano. Che per tenere alta l'attenzione sta organizzando alcuni eventi dedicati proprio alla Borsalino all'interno della Biennale d’Arte “Omnia”, che sarà inaugurata il 20 gennaio prossimo a Palazzo Monferrato e che sta cercando di concerto con i curatori della mostra di “valutare l'opportunità di dedicare al Cappello Borsalino, quale opera d’arte, uno spazio espositivo all’interno della Biennale stessa. Qualora non sussistessero le condizioni per farlo, organizzeremo una mostra specifica come evento contemporaneo alla Biennale”.
Quindi: uno per tutti, tutti per uno: Borsalino

 
21/12/2017

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