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Economia e Lavoro

Bernardi: “Per salvare la piccole imprese bisogna semplificare il mondo del lavoro”

Semplificare i modelli contrattuali, attuare politiche di sostegno per i lavoratori over 50, aprire al “mercato” regolamentato e gestito in forma condivisa dalle parti sociali, puntare l’attenzione su sostegno al reddito, formazione e orientamento, queste le soluzioni proposte dal vicepresidente di Confapi
Il quadro economico e sociale dell’Italia è oggi segnato da aspetti di evidente difficoltà, che impongono a tutti coloro che svolgono funzioni di rappresentanza di contribuire nella formulazione di proposte adeguate alla situazione.
In uno scenario come quello attuale Confapi Alessandria promuove un duplice intervento mirato alla semplificazione del mercato del lavoro che vede come punti nodali la formazione e l’apprendistato.
Persone Over 45/50
Sono attivi alcuni corsi rivolti a disoccupati del Mercato del Lavoro, che prevedono anche un periodo di stage in azienda, nei quali, già da qualche anno e, maggiormente dall’anno scorso,si registrano iscrizioni di persone, soprattutto donne.

Apprendisti
Nell’anno 2011 sono stati formati o sono ancora in formazione 250 apprendisti, assunti prima di giugno 2011. Sono stati attivati 16 corsi , alcuni ancora in corso di svolgimento.
Dal 1 giugno 2011 sono in attesa di formazione ancora 260 apprendisti, per i quali si aspettano le approvazioni dagli Enti competenti.
Con la nuova normativa la formazione potrà essere effettuata non solo all’esterno, ma anche in azienda.


Franco Bernardi che dichiara: 
“Confapi Alessandria (aderente a Confapi, Confederazione italiana della piccola e media industria, espressione di oltre 120 mila aziende con 2,3 milioni di lavoratori), intende offrire il proprio contributo al confronto sui temi aperti, con proposte concrete relative agli argomenti di maggior rilievo. Innanzitutto quello del lavoro, oggi motivo di incertezza per moltissimi italiani. Come è risaputo, il mercato del lavoro si sviluppa su due fronti. Da una parte “l’entrata” che attualmente è articolata su una innumerevole serie di modelli contrattuali e, dall’altra, “l’uscita”, che in relazione all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori pone uno sbarramento discriminatorio fra imprese con meno di 15 addetti e le altre. “Entrata” e “uscita” rappresentano due fattori critici per le PMI che noi rappresentiamo. Le aziende pagano lo scotto di contraddizioni e sperequazioni non più sostenibili in un moderno sistema economico e produttivo. Basterebbero piccoli passi per rendere tutto meno complicato.
Sul fronte dell’entrata, ad esempio, sulla scia positiva del modello per l’apprendistato, Confapi propone una semplificazione sostanziale dei modelli contrattuali, prevedendo un periodo iniziale di carattere formativo e di apprendimento della durata triennale, al termine del quale procedere nella eventuale stabilizzazione del rapporto di lavoro. Sosteniamo questa ipotesi, che sembra anche essere stata ventilata da alcuni ministri del Governo Monti.
Oggi, più che mai, si parla dei giovani e del loro ingresso nell’universo lavorativo. Giustamente, del resto, perché oggi un ragazzo su tre è senza lavoro nel nostro Paese. Ma una particolare attenzione andrebbe rivolta anche ai lavoratori over 50, veri tesori di esperienza per le aziende. E’ importante perciò che questi lavoratori possano contare su politiche di sostegno da parte dello Stato per facilitare la loro permanenza nel ciclo produttivo, mediante azioni di decontribuzione .
Un altro nodo cruciale resta l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. In questo versante è fondamentale che lo Stato riduca la propria influenza per aprire al “mercato” regolamentato e gestito in forma condivisa dalle parti sociali, attraverso gli enti bilaterali. Questi strumenti strategici (gestiti congiuntamente dalla parte datoriale e da quella sindacale) possono concretamente favorire l’incontro fra chi offre e chi cerca lavoro. In questo contesto, il ruolo dello Stato potrebbe limitarsi a quello di arbitro nel confronto fra le parti. Sul fronte dell’uscita va invece disboscata la complessa e farraginosa sequela di ammortizzatori sociali.
Per quanto riguarda l’accompagnamento verso l’uscita del mercato del lavoro bisognerebbe invece puntare l’attenzione su tre pilastri fondamentali: sostegno al reddito, formazione e orientamento. Si tratta di tre fattori strategici che possono contare sull’apporto delle parti sociali, attraverso la bilateralità, che va a favore sia delle imprese che dei lavoratori. Le parti sociali oggi sono in grado trovare una convergenza su modelli organizzativi utili a far decollare e sostenere le politiche di sviluppo economico, sempre che lo Stato sia così lungimirante da non rappresentare un ostacolo, non fosse altro che per contenere i costi. Il contributo di Confapi su questa partita a tutela degli interessi delle PMI è deciso e convinto. Per uscire dalla crisi è fondamentale che ciascuno giochi il proprio ruolo con tutti i mezzi messi in campo, che si tratti di mondo privato o mondo pubblico.”



 
31/01/2012

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