Sei in: AlessandriaNews / Economia e Lavoro / Allarme siccità: a rischio molte colture - 5/08/2012
Economia

Allarme siccità: a rischio molte colture

Cresce la preoccupazione in tutta la provincia: i problemi maggiori per i cereali. Soffrono anche gli animali da allevamento
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La siccità preoccupa gli agricoltori ad Alessandria e provincia, come nel resto d’Italia, dove non piove da giorni. Caldo torrido e mancanza di acqua stanno compromettendo il raccolto di centinaia di ettari di terreno coltivato a mais, girasole, soia, bietola, pomodoro e uva. Il clima caldo e l’assenza di piogge stanno, infatti, aggravando notevolmente la siccità e i costi di produzione aziendale: a preoccupare ulteriormente anche le previsioni meteo che prospettano un fine settimana è attesa una nuova impennata delle temperature e dell’afa, con punte vicine a 40 gradi. Ed è molto probabile che l’irruzione sahariana prosegua anche nella prossima settimana quando saranno possibili anche nuovi record termici, quindi per almeno altri dieci giorni l’Italia sarà nella morsa del caldo.
“Sopra i 30 gradi - sottolineano il presidente e il direttore della Coldiretti di Alessandria Roberto Paravidino e Simone Moroni - le piante di pomodoro vanno in stress perché non riescono più a lavorare e si fermano, nonostante l'irrigazione che non riesce a sopperire neanche al fabbisogno idrico delle coltivazioni di granoturco”. Le coltivazioni in questa fase stagionale si trovano in un momento critico di sviluppo e hanno bisogno dell’acqua per completare il ciclo produttivo. A soffrire con le alte temperature sono anche gli animali negli allevamenti dove le mucche arrivano a produrre anche il 10 per cento di latte in meno nonostante gli accorgimenti adottati per garantire il refrigerio (doccette, ventilatori ecc).
“Ogni giorno in più senza pioggia non fa che aggravare la situazione – continuano Paravidino e Moroni - In difficoltà ci sono i campi agricoli con i terreni induriti dalla siccità che rendono difficili e molto costose le tradizionali lavorazioni per la preparazione delle semine, ma a preoccupare è anche la disponibilità idrica per l’irrigazione delle piante durante la fase di crescita primaverile ed estiva, con la ripresa vegetativa delle piante da frutto favorita dal caldo”.

Per salvare le colture è necessario che arrivi presto la pioggia e che cada in maniera costante, duratura e non troppo intensa. L’acqua, infatti, per essere di sollievo alle piante deve infatti riuscire a penetrare i primi 5-7 centimetri di strato superficiale di terreni che sono in questo momento particolarmente asciutti. Forte la preoccupazione degli imprenditori sul fatto che, dopo un così lungo periodo di assenza delle precipitazioni, si verifichino violenti temporali che potrebbero provocare danni poiché i terreni non riuscirebbero ad assorbire l'acqua che cadendo violentemente tenderebbe ad allontanarsi per scorrimento con gravi rischi per l’erosione del suolo. A preoccupare Coldiretti sono i cambiamenti climatici che si fanno sempre più marcati: anticipo delle stagioni, lunghi periodi di siccità, aumento dell'intensità delle precipitazioni, maggiore frequenza di eventi alluvionali, modificazione della distribuzione delle piogge e aumento delle temperature estive sono i principali mutamenti che influenzano le stagioni e rappresentano una nuova sfida per l'attività agricola. Si tratta di processi destinati ad influenzare in modo sostanziale i cicli delle colture. Per non trovarci sempre ad inseguire le emergenze la disponibilità d’acqua e la sicurezza del territorio il territorio dovranno essere gestiti adeguatamente.
5/08/2012


 
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