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Gavi

Alla flavescenza “piace” il bio

Il territorio del Gavi è "scampato" ad un attacco della flavescenza dorata, l'insetto che colpisce la vite. La malattia è presente, ma contenuta. Lo dicono i risultati del secondo anno di monitoraggio effettuato dal Consorzio di Tutela con la Regione e le associazioni di categoria. Le aziende più colpite sembrano essere quelle che hanno scelto il metodo "biologico". Intanto, cambio al vertice del Consorzio: l'ex presidente Broglia fuori dal nuovo consiglio di amministrazione
GAVI - Il territorio del Gavi è "scampato", anche per il 2014,  ad un attacco massiccio della flavescenza dorata, l'insetto che colpisce la vite, fino a farla seccare. La malattia è presente, ma contenuta. Lo dicono i risultati del secondo anno di monitoraggio effettuato dal Consorzio di Tutela con la Regione e le associazioni di categoria. 
Ieri, nella sede del consorzio, l'agronomo Davide Ferrarese ha illustrato i risultati del secondo anno di campionamento, il 2014.
Cresce il numero delle aziende del consorzio che hanno aderito al progetto passate da 24 a 33, di cui 12 certificate biologiche o biodinamiche.
Sono in totale 792 le trappole posizionate nei vigneti in grado di rilevare la presenza dell'insetto “vettore” che hanno evidenziato 95 casi di attacco, contro i 169 dell'anno precedente. "Ne emerge – spiega l'agronomo – che un'azione coordinata dei viticoltori è più efficace di trattamenti eseguiti singolarmente".
In linea generale, il territorio del Gavi risulta meno colpito dalla malattia, rispetto, ad esempio, ai vicini astigiani, dove la flavescenza ha creato gravi danni alle viticulture e all'economia. La legge impone infatti l'estirpazione della pianta se questa risulta contaminata per oltre il 30%. «Nessun caso grave, in questo senso,è stato registrato nel territorio dove la percentuale di contaminazione della pianta è attorno al 5%», A maggior rischio sembrano essere però le aziende che hanno scelto il metodo biologico: "abbiamo segnalato per tempo alle aziende, sia quelle convenzionali che quelle biologiche, i trattamenti fa fare e il periodo in cui farli. Ma, mentre il 90% della aziende convenzionali ha seguito il protocollo, con ottimi risultati, le biologiche non hanno fatto altrettanto. Resta da capirne i motivi".
Il progetto continuerà anche nel 2015 con l'obiettivo di proseguire soprattutto con l'azione di supporto e formazione tecnica dei viticoltori, coinvolgendo anche gli enti locali, come i Comuni.

Intanto, all'interno del Consorzio di Tutela del Gavi, ci sarà a breve un cambio al vertice. Si sono infatti svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione. Il nuovo consiglio è formato da 13 membri che eleggeranno mercoledì 29 aprile il nuovo Presidente e i due Vicepresidenti: Dario Bergaglio in rappresentanza de La Chiara, Fulvio Bergaglio dell’azienda San Bartolomeo, Giancarlo Cazzulo, Antonella Grossi, Fabio Scotto e Gian Franco Semino in rappresentanza della Cantina Produttori del Gavi, Roberto Ghio di Vigneti Piemontemare, Massimo Marasso e Gianni Martini per la Fratelli Martini S.L. spa, Stefano Moccagatta di Villa Sparina, Montobbio Maurizio, Gian Lorenzo Picollo in rappresentanza dell’azienda Picollo Ernesto e Francesca Rosina per La Mesma. Non fa più parte del Cda il presidente uscente Gianpiero Broglia.
Durante il mandato di Broglia "il Gavi docg ha consolidato la presenza nei mercati internazionali portando la produzione a oltre 13,6 milioni di bottiglie. Il Presidente uscente lascia quindi un Consorzio attivo che ha intensamente lavorato per la tutela e la promozione del Marchio Gavi DOCG", dicono da Consorzio che "ringrazia il Presidente uscente per la sua dedizione al territorio e l’impegno dimostrato nel comprendere le dinamiche dei produttori e le esigenze di comunicazione della Denominazione del Gavi."
25/04/2015

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