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Alessandria

Alessandrini tartassati dalle tasse comunali: quarti in Italia

In città si pagano più tasse che a Milano e Napoli, secondo l'elaborazione Uil. Negli altri Comuni provinciali si pagano in media 2.135 euro, 589 euro in meno che nel capoluogo. Le aliquote 'dissestate' hanno pesato sulla statistica
ALESSANDRIA - Alessandria tra le grandi metropoli, ma questa volta non c'è nulla da vantarsi. Il capoluogo è balzato al quarto posto nazionale per gettito medio pro capite. Lo studio è riferito a una famiglia tipo composta di quattro persone, con due figli minori, un reddito complessivo di 44 mila euro, casa di proprietà più un secondo immobile. Il reddito ISEE di questa famiglia campione è di 17.812 euro.

Tralasciando la disquisizione di quanto, nel 2017, quella sia una famiglia media, i dati elaborati da Uil Alessandria sono sconfortanti. “Sicuramente hanno pesato gli anni di dissesto, con le aliquote al massimo”, commenta il segretario generale Aldo Gregori, “Dallo studio emerge che se mediamente nel 2017 la tipologia della famiglia campione ha pagato 2.066 euro di tasse locali, per gli alessandrini il conto è stato più salato. Calcolatrice alla mano scopriamo che la spesa per le famiglie è stata totalmente di 2.724. 658 euro in più di tasse locali rispetto alla spesa media nazionale. I numeri separati mostrano che la fetta maggiore va all'IMU, 971 euro, TARI 360 e addizionale IRPEF 352.
In provincia di Alessandria la pressione fiscale è differente: la media è di 2.135 euro, con IMU/TASI a 511, addizionale IRPEF comunale di 308 di media. TARI 275.

A parte Biella, al nono posto nazionale con 2.586 euro totale, negli altri capoluoghi si pagano centinaia di euro in meno. Asti (2.309), Vercelli (2.279), Novara (2.266), Cuneo (2.234), VCO (2.391).
Roma è la città più tartassata in assoluto, seguita da Torino e Genova. Alessandria è quarta, come detto. Dopo, Napoli, Salerno, Benevento, Pisa, Biella e decima, Milano.

Gregori auspica un veloce riordino del fisco regionale: “è indispensabile rivedere il principio e la base imponibile, trasformandole da imposta a sovraimposta, cioè calcolando l’importo per Regioni e Comuni sull’IRPEF dovuta e non sull’intero imponibile fiscale. Così verrebbe garantito il principio costituzionale della progressività del prelievo e le detrazioni per lo produzione del reddito (NO TAX AREA), che oggi sono garantite a “macchia di leopardo”.
28/02/2018

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