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Economia e lavoro

"Nostro dovere morale restituire alle imprese aiuti e opportunità"

Roberto Livraghi il prossimo 1 maggio diventerà Segretario Generale della Camera di Commercio di Alessandria. Con lui abbiamo parlato di crisi, di proposte per riemergerne e dell'Expo 2015, sempre più vicino: "Un'opportunità - ci ha detto - che non è da considerare l'obiettivo finale"
ECONOMIA E LAVORO – Alessandria e la crisi, tra passato e futuro. Abbiamo parlato di questo e di molto altro con Roberto Livraghi, che da giovedì 1 maggio sarà il nuovo Segretario Generale della Camera di Commercio della città. “Alessandria ha affrontato abbastanza bene la doppia crisi che l’ha travolta – ci ha detto -, nonostante la seconda, quella del 2011, abbia inciso ancora più della precedente sull’occupazione, danneggiando molti settori”.
 
I numeri parlano chiaro e non sono senz’altro rassicuranti: un calo di diecimila addetti nel settore dell’industria solo per il primo decennio del 2000, con conseguenze, in termini di indebolimento generale, facilmente immaginabili. “Il fatto che la provincia di Alessandria sia differenziata per territori – aggiunge Livraghi – è stato un vantaggio: abbiamo diversi sistemi produttivi, diverse aree: questo è stato un modo per convivere con la crisi”.
 
Cosa ci ha tenuto, almeno in parte, a galla?
L’esportazione è indubbiamente stato tra i salvagenti che ha contribuito a conservare il saldo del bilancio commerciale in attivo, ed i nostri indicatori sono stati costantemente migliori della media regionale e nazionale. Chi ha operato in Italia ha avuto qualche problema, chi è riuscito a considerare l’estero ha avuto la possibilità di stare a galla, di salvare la produzione.

Cosa fare, dunque?
Le strade sono, a mio avviso, due. La prima, la più ovvia, è di continuare ad esportare. La seconda, più difficile, prevede una spinta dei consumi interni, inevitabilmente legata alla politica economica nazionale. Come Camera di Commercio abbiamo cercato di dare servizi efficienti, come il registro delle imprese, contenendo i costi. Grazie alla diminuzione del 10% negli ultimi cinque anni, infatti, si sono liberate le risorse per le politiche promozionali. La Camera di Commercio ha così potuto restituire alle imprese, tramite contributi e aiuti per fiere e formazioni, circa tre milioni di euro all’anno. Poiché le Camere sono finanziate dalle tasse che le imprese pagano, sentiamo l’obbligo morale di restituire denaro materialmente – e non solo tramite servizi.
 
Iniziative pratiche, dunque. Quali?
La nuova giunta della Camera di Commercio, eletta nell’ottobre 2013, ha messo a punto delle linee strategiche che sono, ad oggi, la nostra priorità. Si tratta di iniziative che hanno un’attenzione speciale al tema dell’accesso al credito, faticoso soprattutto per le realtà più piccole. La Camera, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, ha deciso di stanziare circa un milione di euro per facilitare l’accesso al credito di piccole e medie imprese, rafforzando i consorzi e fornendo garanzie. Un’altra linea, invece, è il sostegno alle imprese che vogliono esportare: abbiamo investito oltre 700 mila euro. Altri 350 mila euro sono invece stati investiti in iniziative di diverso genere: ci siamo impegnati per favorire la partecipazione delle aziende del territorio a mostre e fiere internazionali, ma anche per aumentare la formazione dei dipendenti e l’innovazione tecnologica in azienda. La promozione del territorio, poi, è una capitolo a parte, con circa 650 mila euro di fondi raccolti per lanciare diversi progetti, dal vino alla diffusione del marchio di qualità per ristoranti, hotel, agriturismi e b&b, con visite e ispezioni per valutare la qualità di ricezione turistica delle nostre strutture. 

Capitolo a parte, l’Expo 2015.
L’Expo 2015 può essere fonte di grandi aspettative deluse: si tratta, indubbiamente, di un’occasione geograficamente vicina a noi e di rilievo mondiale, ma la competizione per attirare i visitatori sarà fortissima ed i nostri competitor, dalla Lombardia stessa a Torino, sarà fortissima. Dobbiamo, a mio parere, guardare all’Expo come ad un’occasione irripetibile per mettere ordine nell’offerta turistica della provincia di Alessandria, ricca di molte e diverse valide proposte. La varietà, insomma, può diventare un nostro punto di forza: possiamo offrire al turista un’occasione enogastronomica, paesaggistica, storico-artistica, sportiva e legata al benessere. Lo sforzo, dunque, starà nel passare dalla consapevolezza di queste risorse ad un progetto comune per tutto il territorio, una sorta di “marketing” volto alla promozione delle eccellenze della nostra zona.

Qualche idea di “marketing”?
Abbiamo una cosa rara, che chi non ha tende ad inventare: un brand. Il nostro è “Monferrato”, famoso nel mondo e sul quale dovremmo scommettere ed investire. Penso alle colline, a Marengo, alla Borsalino, a Fausto Coppi: elementi diversi che possono essere racchiusi nello stesso concetto, sviluppando le competenze professionali. Un’altra fonte di attrazione da non sottovalutare è l’Outlet di Serravalle Scrivia, con i suoi 4 milioni di visitatori all’anno.
 
Un lavoro di squadra, dunque…
Sì: un lavoro comune per un progetto comune. L’Expo, in fondo, è una scusa e una bella occasione, ma non deve essere visto come l’obiettivo finale: a mio parere dovremmo puntare, in questo senso, a migliorare il nostro territorio, perseguendo un obiettivo ambizioso e non facile, con un percorso per cui nei prossimi anni tutti lavoreranno nella stessa direzione.

In occasione della visita dell'assessore al turismo della Regione Piemonte, Alberto Cirio si era parlato di Expo e qualcuno aveva fatto notare che Alessandria, tagliata fuori dai trasporti, aveva poche chanches.
Dalla visita dell’assessore sono successe due cose. La prima è che il 31 marzo scorso è stato presentato un accordo, da definire, tra la Regione Piemonte, il Comune di Torino e l’Unioncamere Piemonte, per valutare una presenza comune nell’Expo. Per capire come andrà a finire, però, bisogna aspettare l’esito delle prossime elezioni regionali. La seconda cosa che è successa dalla visita dell’assessore Cirio è la valutazione, da parte delle Camere di Commercio dei territori interessati dal riso, noi compresi, di partecipare nel padiglione Italia insieme all’Ente Nazionale Risi. Si tratterebbe di un’importante posizione nell’esposizione, nonostante il contesto sia ancora confuso. Staremo a vedere.
 
23/04/2014

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