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Alessandria

Accordo Atm, Cisal pronta allo sciopero

Il sindacato autonomo Faisa Cisal ha avviato la procedura di raffreddamento in vista di uno sciopero: “l'azienda si rifiuta di avere un rapporto paritario don i sindacati presenti in azienda e stabilisce regole solo con le sigle a loro gradite. L'abbassamento del numero di turni con la cassa integrazione crea una inevitabile abbassamento del servizio”
ALESSANDRIA – La “bufera” non è ancora passata sulla vicenda Atm. Alla viglia della cassa integrazione per 101 dipendenti (dal prossimo 4 novembre), a prendere una posizione sono i sindacati Faisa-Cisal che, in concomitanza con Ugl e Usb, ha avviato le procedure di raffreddamento finalizzate ad uno sciopero contro l'applicazione dell'accordo.
A scatenare la protesta è “l'accordo, così come strutturato, e l'atteggiamento ostile dell'azienda in materi ai rapporti sindacali”. Secondo il segretario Faisa-Cisal Luca Tropiano, “Atm da anni si rifiuta di avere un rapporto prioritario con i sindacati presenti in azienda, rifiuta di svolgere trattative unitarie, nega l'accesso agli atti ai sindacati che non gli garbano negando persino di consultare i contratti interni integrativi, per poi stabilire con le solite sigle a loro gradite(Cgil, Cisl, Uil, Silt) accordi che destano indignazione in numerosi lavoratori”.
Cisal dice di non comprendere l'abbassamento del numero di 10 turni di servizio per gli autisti “che di conseguenza creano un introito economico minore da parte dell'azienda, certamente crea un risparmio di spesa del Comune e un'inevitabile ricaduta dell'abbassamento del servizio sui cittadini”. Tropiano, a nome di Cisal, segnala come “nonostante tale settore abbia carenza di personale, nel 2013 ci sono stati 380 mila euro di straordinari, quindi dando il meglio di se stessi, si sono scagliati violentemente sul servizio e, di conseguenza sui cittadini, già al di sotto della soglia di normalità, eliminando delle corse sulle linee urbane. Inoltre, non è affatto etico mandare in cassa i lavoratori da mille euro al mese e, contestualmente, lasciare invariati i super minimi al personale dirigente in aggiunta allo stipendio.”
Anche poco chiaro, sempre secondo Cisal, “il fatto che numerosi autisti e addetti posseggano un gran numero di giorni di ferie che in alcuni casi si aggirano intorno ai 100, ed altri li superano, non rispettando quanto previsto dalla legge 66/03 in materia di ferie. Ci chiediamo se non sarebbe opportuno, prima di applicare la cassa a spese di tutti i cittadini, un piano per lo smaltimento delle ferie residue dei dipendenti”. E sulle consulenze esterne? “Possiamo dire che mentre si prospetta una situazione economica assurda fatta pagare ai lavoratori, la ciliegina sulla torta sono proprio le consulenze esterne, le buste paga vengono fatte da uno studio esterno a costi che a nostro avviso sono onerosi, i bus vengono puliti da una cooperativa ed è ancora in forze anche il consulente esterno alla sicurezza”.
Cisal afferma di “non essere contraria agli ammortizzatori sociali, anzi, ma è necessario valutare i giusti criteri e fare in modo prima di tutto di causare meno danni possibili al servizio e ai cittadini. Stiamo parlando di valutare la possibilità di impiegare per esempio una gran parte dei lavoratori, destinati alla cassa, per eliminare l'evasione tariffaria che risulta essere almeno del 60%, impiegandoli come bigliettai sui bus”.
29/10/2013

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