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Cinema

Una pietra miliare del cinema: Tina Pica

Attrice amatissima e indimenticabile per il suo carattere di brusca e burbera caratterista dalla voce cavernosa, ha lavorato con i più grandi registi italiani. L'intervista al regista spezzino Daniele Ceccarini che le rende un doveroso tributo attraverso un documentario

CINEMA - Definirla “caratterista” è senz’altro riduttivo (anche se la generazione dei caratteristi ha posto le basi del cinema italiano, spesso provenendo dal teatro, in anni ormai lontani e, purtroppo, svaniti nella maggior parte dei casi dalla memoria): Concetta Annunziata Pica, in arte Tina Pica, è stata una leonessa, una grintosa signora del cinema, che ha saputo tratteggiare sullo schermo personaggi ineguagliabili. Dal 1916 al 1963, l’arco della sua carriera, ha girato oltre sessanta film. Attrice amatissima e indimenticabile per il suo carattere di brusca e burbera caratterista dalla voce cavernosa, Tina Pica ha lavorato con i più grandi registi italiani, formidabile “spalla” di Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica, e Totò. A cinquant’anni dalla sua scomparsa il regista spezzino Daniele Ceccarini le rende un doveroso tributo attraverso il documentario Tina Pica, sceneggiato da Paola Settimini e presentato di recente, con grande successo, al Napoli Film Festival. Il documentario ripercorre la sua carriera attraverso i contributi dei critici cinematografici Valerio Caprara e Steve Della Casa, il presidente dell’Associazione Nazionale Critici di teatro Giulio Baffi, gli attori Lello Arena, Matteo Taranto, Antonella Questa, la giornalista Lucilla Parlato e il nipote Franco Pica. Racconta il rapporto d’amore e odio con Eduardo, il successo cinematografico con il personaggio di Caramella fino a diventare un’icona incontrastata del cinema italiano, un modello per tutti i caratteristi contemporanei.

Abbiamo incontrato Daniele Ceccarini e Paola Settimini in occasione del loro soggiorno alessandrino per l’anteprima del Festival Adelio Ferrero, in programma dall’11 al 14 ottobre.

Perché hai scelto di raccontare un'attrice come Tina Pica?
L’idea di realizzare questo documentario nasce durante un viaggio in treno di notte. Lo scorso anno Paola Settimini ed io stavamo rientrando dal festival di Ischia, dove eravamo stati ospiti con un altro documentario. Avevamo fatto sosta a Napoli, città che amiamo molto, e durante una delle nostre accese discussioni sul cinema e sull’importanza che alcuni autori italiani hanno avuto nel cinema mondiale, a Paola è improvvisamente venuto in mente che il 2018 sarebbe stato il cinquantesimo anniversario dalla morte di Tina Pica e così la discussione si è trasformata in una bozza di progetto che abbiamo scritto senza soste, durante tutto il viaggio di ritorno. 

Che percorso ha avuto la realizzazione del film?
Abbiamo iniziato un lungo lavoro di ricerca sulla vita e sulla carriera di Tina Pica, riguardato tutti i film che amiamo da sempre, siamo stati a Napoli più volte per fare dei sopralluoghi e per scoprire i posti dove lei ha vissuto e lavorato, conoscendo i familiari e, dopo aver tracciato una bozza di sceneggiatura. abbiamo iniziato le riprese e le interviste. La difficoltà più grande è stata riuscire a recuperare persone che l’avessero davvero conosciuta o che avessero lavorato con lei, perché purtroppo, essendo scomparsa cinquant’anni fa, molti dei grandi con cui ha collaborato non ci sono più. 

I parenti di Tina hanno collaborato alla realizzazione del film?
Abbiamo conosciuto i nipoti, che si chiamano entrambi Franco Pica, i quali ci hanno accolto con grande calore, raccontando con simpatia ed entusiasmo numerosi e simpatici aneddoti della “zia Concetta”, come la sua passione per la cucina, il suo originale modo di pregare e il rapporto d’amore e odio con il grande Eduardo. Ci hanno mostrato alcuni sui oggetti, tra cui il Nastro d’Argento, e ci hanno fornito parte del materiale fotografico che è stato utilizzato poi nel documentario. 

Quali sono i tratti distintivi di questa grande attrice?
È un’attrice unica, irripetibile, dalla voce e dalla camminata inconfondibili. È riuscita a trasformare quelli che potevano essere punti deboli in punti di forza che l’hanno resa insostituibile per tutti i grandi registi con cui ha lavorato. Era sufficiente una sua espressione per scatenare una risata, solo i grandi attori hanno questo talento. La sua grande scuola teatrale le permetteva di essere diretta, immediata e di arrivare al cuore dello spettatore allora come oggi. È uno di quei personaggi che ti regalano allegria, serenità.

Qual è stata l’evoluzione artistica di Tina Pica?
Tina Pica ha iniziato da bambina: si può dire che è nata in teatro, da una famiglia di attori: il padre era il capocomico Giuseppe Pica, che con la famiglia e altri attori, da Napoli raggiungeva i paesi più remoti. Li chiamavano gli “scavalcamontagna”, e proprio con loro ha appreso una fortissima tecnica che, unita al talento naturale, l’ha fatta diventare un mito del cinema e del teatro italiano. Ha poi lavorato con Eduardo, con il quale è nato un rapporto di amore e di odio che li ha accompagnati tutta la vita. Anche nel cinema ha iniziato prestissimo, con la grande Elvira Notari, per poi lavorare in più di settanta film, la maggioranza dei quali hanno segnato un’epoca. Per citare alcuni dei grandi con cui ha lavorato: De Sica, Totò, Alberto Sordi, Dino Risi, Steno, Mario Soldati e Monicelli.

Presenterete il vostro film in altri festival, oltre che a Napoli ed Alessandria?
Abbiamo deciso di intraprendere il percorso dei festival e siamo molto contenti che il film abbia iniziato dalla cornice più adatta, quella del Napoli Film Festival dove si è svolta l’anteprima nazionale, per approdare anche al festival del cinema e della critica di Alessandria. Da qui speriamo potrà continuare il suo viaggio in numerosi altri festival. 

Tina Pica, un documentario di Daniele Ceccarini e Paola Settimini
Durata: 45,46 

Soggetto e sceneggiatura: Paola Settimini 
Regia: Daniele Ceccarini 
Montaggio: Daniele Ceccarini e Sara Bonatti 
Fotografia: Daniele Ceccarini 
Produzione: associazione culturale cinema e cultura  
Formato riprese: 4k 
6/10/2018

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