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Cultura e Spettacolo

Palatium Vetus e la collezione d’arte della Fondazione Cral

Nel palazzo più antico di Alessandria sarà esposto il ricco patrimonio artistico della banca e della Fondazione finora non fruibile: opere importanti di Morbelli, Pellizza e Carrà
Palatium Vetus si sta”scoprendo”. Il palazzo più antico della città non sarà soltanto la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, ma una testimonianza storica del Medioevo e un luogo culturale di grande rilevanza. Vi sarà infatti esposto il ricco patrimonio artistico raccolto in decenni prima dalla banca e poi dalla Fondazione, sinora non fruibile dalla città. “La realizzazione della nuova sede – conferma il presidente Pier Angelo Taverna - permetterà di esporre permanentemente questi veri e propri tesori, che ripercorrono dal Rinascimento ai giorni nostri tutto quello che di artisticamente importante c’è stato sul nostro territorio. Quindi si potranno vedere veramente dei pezzi interessanti che tracciano questo periodo lungo cinquecento anni, per arrivare all’ultimo con opere importanti di Morbelli, Pellizza, Barabino, Carrà”. Un percorso anche per le scuole, considerato che “un approccio al proprio territorio passa pure attraverso la conoscenza di quello che è avvenuto dal punto di vista artistico. Noi non parliamo di acquisizioni e di raccolte importanti fatte da nostri concittadini ma di personaggi che hanno segnato, a livello mondiale, la storia dell’arte. Credo che da questo punto di vista, possiamo offrire esposizioni di altissimo livello”.

Il Palazzo del Governatore è stato strutturato in modo da diventare un punto di riferimento per la città, ma non solo. Sarà sede degli uffici della Fondazione ma avrà un cortile coperto con una serie di servizi aperti tutto l’anno. E una collezione artistica così ricca “può essere in permanenza un motivo di attrazione anche per coloro che vogliono conoscere il territorio attraverso i nostri artisti, nomi di grande rilievo e quindi di grande richiamo”, aggiunge il presidente Taverna. La collezione sarà divisa in due parti, le opere antiche e quelle moderne, esposte in aree distinte. Una al primo piano, a fianco della sala congressi che viene realizzata nel broletto, l’altra nella parte più antica al piano terreno che potrà ospitare anche altre mostre. Taverna spiega: “Quella vicino all’ingresso sarà una parte più dinamica. Potrà essere trasformata da sede permanente delle nostre opere a spazio espositivo per collezioni, magari attraverso convenzioni con altre Fondazioni, o essere utilizzata per occasioni importanti.

Considerato che il Palazzo, sicuramente di grande prestigio, sarà dotato di tutti i sistemi di allarme e climatizzazione, ormai indispensabili per ospitare opere di grande pregio”. La collezione artistica della Fondazione è molto corposa: “Abbiamo tantissime opere – conferma il presidente della Fondazione - Credo che saremo costretti ad esporle in rotazione”. Un motivo in più per richiamare l’attenzione. La raccolta di editti e ordinanze del periodo storico legato alla battaglia di Marengo potrebbe diventare una sezione tematica al terzo piano del Marengo Museum. Si sta trattando con la Provincia per verificare la possibilità di esporre il materiale, che potrebbe essere un arricchimento del complesso museale. Intanto la scelta della Fondazione è di continuare l’acquisizione di opere degli artisti locali di particolare pregio. Prima di tutto per salvaguardare il patrimonio artistico della provincia ma anche da utilizzare come “grimaldello” per arrivare a chi fa magari un turismo colto, nell’ottica di dare un’immagine nuova di un territorio che non è ancora conosciuto e apprezzato come meriterebbe. Un territorio che ha molto da offrire sotto diversi aspetti, come dimostrano i servizi in onda nelle più seguite trasmissioni Rai nell’ambito del contratto sottoscritto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e recentemente rinnovato. Per portare alla ribalta nazionale gli aspetti storico-artistici e culturali, l’ambiente, il paesaggio, le tradizioni, l’enogastronomia di questo angolo di Piemonte.

Nelle foto (dall'alto):
Carlo Carrà, San Lorenzo, 1952
Angelo Morbelli, La stalla, 1918
Giuseppe Pellizza da Volpedo, Nubi di sera in Val Curone, 1905-1906
27/07/2012

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