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Cultura

Natale nei libri

I consigli dell'animatrice del Gruppo Amici del Libro. Le letture di atmosfera natalizia per questi giorni di festa: da Dickens alla Alcott, da Capote ad Agatha Christie fino all'ultima uscita letteraria di Peppa Pig
CULTURA - L’atmosfera magica del Natale per chi ha qualche annetto sulle spalle è indissolubilmente legata all’infanzia, ai ricordi dei profumi, delle luci e della musica di un giorno particolare in cui noi bambini eravamo, per una volta, protagonisti. E il più famoso esempio di letteratura natalizia è piuttosto antico, l’ottocentesco Canto di Natale di Dickens. La storia del cattivissimo e avarissimo Ebezener Scrooge, oltre ad aver ispirato l’immortale personaggio di Zio Paperone, è diventato il simbolo di come la riflessione sull’inferno a cui porta l’egoismo possa indurre a cambiare completamente vita. Fu Dickens a creare lo “spirito del Natale”, a imporre all’epoca vittoriana il culto della festa e a richiamare il tradizionale rapporto di quella notte particolare con il mondo della magia e dei fantasmi: era infatti tradizione, nei paesi nordici, passare la vigilia intorno al fuoco del camino a raccontare storie “di paura”. Nella notte di Natale infatti si svolge il racconto che fa da cornice a uno delle più famose storie di fantasmi della letteratura, Giro di vite di Henry James. Un gruppo di amici, riuniti intorno al camino di una vecchia casa, si scambiano ricordi relativi ad avvenimenti che non si possono spiegare con le leggi del mondo che conosciamo.

Il mio primo ricordo letterario riguardo al Natale è quello relativo a Piccole donne di Louise Mary Alcott, libro considerato imprescindibile per le passate generazioni di ragazzine. La vicenda si svolge durante la guerra di Secessione Americana, e le quattro sorelle March sono in difficoltà economiche: i loro teneri e buffi sforzi per inventarsi dei regali di Natale a costo zero sono stati di ispirazione a tutte noi, che disponevamo di una paghetta quasi trasparente. Ma il ricordo più bello è un ricordo musicale, è quello della magia del balletto Lo Schiaccianoci, che si svolge nella notte di Natale tra animali che parlano e giocattoli animati: a Milano, i bambini buoni a Natale li si portava alla Scala, in un tripudio di velluti rossi e cristalli, a vedere appunto Lo Schiaccianoci, e a innamorarci della musica di Cajcovskij.

Anche i racconti di Dylan Thomas e di Truman Capote hanno come protagonisti due adolescenti: ma mentre nel primo, Il mio Natale nel Galles, l’atmosfera è quella fredda e incantata di un giorno senza tempo, nel secondo, Un Natale, c’è l’incontro del protagonista con un padre lontano che lo porta con sé a scoprire una New Orleans affascinante e quasi esotica. Il dono dei Magi di O. Henry è la storia di due giovani sposi che per riuscire a scambiarsi un regalo di Natale sacrificano entrambi quello che hanno di più prezioso: lui il suo orologio, per comprare alla moglie un set di pettini e fermacapelli, lei appunto la sua bellissima treccia in cambio di una catena d’oro per l’orologio di lui.

In tempi a noi più vicini Rex Stout, creatore di Nero Wolfe, ha ambientato un suo racconto Festa di Natale durante un party, con un Babbo Natale assassino, e Frank Baum, l’autore del Mago di Oz, ha immaginato un divertente Rapimento di Babbo Natale. Commovente è ancora, dopo mezzo secolo, la Favola di Natale di Guareschi, scritta nel dicembre 1944 durante il periodo di prigionia, e raccontata la sera della vigilia ai suoi compagni, in cui l’autore immagina che il figlio bambino intraprenda un miracoloso viaggio per raggiungere il campo di concentramento in cui è rinchiuso.

Con il crescere del consumismo e della frenesia, il Natale ha perso un po’ della sua atmosfera magica, non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche in letteratura. Dagli Usa ci è arrivato il Grinch, personaggio scorbutico e sgradevole che odia il Natale e tutte le sdolcinatezze ad esso collegate; allo stesso modo i protagonisti di Fuga dal Natale di John Grisham cercano di sfuggire all’invadenza degli obblighi legati alla festa: regali, tacchino, addobbi, pupazzo Frosty sul tetto, con risultati sgangherati e spassosi.

Probabilmente per noi italiani il Natale più famoso nella letteratura è quello in casa Cupiello, commedia di Eduardo de Filippo, con quella ossessione del protagonista per la costruzione del suo presepe come uno spazio alternativo alla realtà quotidiana, dove illudersi che permangano gli ideali e l’innocenza che si sono irrimediabilmente perduti.

Lo sapeva bene Agatha Christie, che nel Natale di Poirot racconta di una riunione familiare che finisce in tragedia: perché “a Natale c’è molta ipocrisia, e lo sforzo di essere amabili crea un malessere che può essere in definitiva pericoloso”.

Per fortuna ci è rimasta Peppa Pig, a credere al Natale… la sua ultimissima uscita letteraria è appunto dedicata al Natale, con tanto di albero e letterina… con cui festeggiare i membri più piccoli della famiglia. Perché i grandi, si sa, non credono più a Babbo Natale: però, molto spesso, lo votano.
26/12/2013
Maria Grazia Caldirola - redazione@alessandrianews.it

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