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Serravalle Scrivia

Libarna, i segreti del sottosuolo svelati da drone e georadar

C'è ancora tanto da portare alla luce nel sottosuolo di Libarna. Il territorio dell'antica città romana è stato battuto palmo a palmo da 22 fra studenti, professori e ricercatori provenienti dagli Stati Uniti. Grazie a strumenti tecnologici come drone, georadar e magnetometro è stata ricostruita una precisissima mappa dell'area
SERRAVALLE SCRIVIA – C’è ancora tanto da portare alla luce nel sottosuolo di Libarna. Il territorio dell’antica città romana è stato battuto palmo a palmo da 22 fra studenti, professori e ricercatori provenienti dagli Stati Uniti. Ma oggi lo studio della storia ha poco a che vedere con la figura romantica e avventurosa dell’archeologo che ci viene tramandata dai film di Indiana Jones. Pala e piccone sono finiti in cantina: esplorare senza scavare era infatti l’obiettivo del Libarna Urban Landscape Project che ha visto impegnati per un mese gli americani della Boise State University (Idaho) e della Texas Tech University.

Gli studenti – coordinati dalle docenti Katherine Huntley e Hannah Friedmann e seguiti dall’archeologa Melania Cazzulo dell’associazione Libarna Arteventi e dal direttore dell’area archeologica Alessandro Quercia – hanno esaminato i terreni circostanti gli scavi della città con strumenti di ultima generazione. Scoprendo che… c’è ancora molto da scoprire.
Grazie a un drone, ad esempio, hanno scattato migliaia di foto ad alta definizione creando una mappa precisissima che ha già dato i suoi frutti. «Abbiamo sorvolato i campi di erba medica – ha spiegato Hahhah Friedmann – e abbiamo notato che esistono punti in cui le piante crescono di meno. Abbiamo ipotizzato che lì sotto ci fossero elementi in pietra che impedivano un corretto sviluppo delle piante e abbiamo fatto bingo: i punti di crescita ridotta dell’erba avevano un andamento perfettamente lineare, con incroci ad angolo retto e una struttura ben precisa. Dalla forma e dalle dimensioni potrebbe trattarsi di un tempio religioso».

Oltre al drone, è stato utilizzato un georadar e un magnetometro: strumenti che permettono di analizzare il sottosuolo senza dover scavare. Drone, georadar e magnetometro hanno ciascuno i propri punti di forza e i propri difetti «ma mettendo insieme i risultati di questi tre strumenti abbiamo ottenuto la più precisa mappa dell’area di Libarna mai redatta», hanno detto le docenti statunitensi.
«Libarna è stata riportata alla luce in minima parte – ha affermato Melania Cazzulo – perché in superficie ci sono solo due quartieri, il teatro e l’anfiteatro. Mancano la parte pubblica e la parte sacra, siamo a un decimo delle sue dimensioni». Ora, anche grazie agli studi degli americani, che per il secondo anno consecutivo hanno scelto Libarna come oggetto delle proprie ricerche, ci potrebbe essere la possibilità di riaprire gli scavi del sito.

Ospitati dal Comune di Arquata Scrivia nella sede della protezione civile, gli studenti americani si sono dimostrati anche particolarmente interessati a conoscere il territorio per scoprirne le eccellenze culturali ed enogastronomiche, guidati tra gli altri da Iudica Dameri, che presiede Libarna Arteventi, e da Antonio Santopietro, infaticabile macchina organizzativa dell’associazione.
Domenica scorsa, a Libarna, il saluto degli studenti e dei ricercatori americani al territorio che li ha ospitati: al pubblico hanno dapprima mostrato il funzionamento dei propri strumenti. E poi hanno fatto assaggiare il “Libarnjito”, un cocktail a base di menta trovata sul posto. La ricetta? Quella è segreta. «Ma prima o poi la porteremo alla luce. Un po’ come Libarna».
28/07/2017

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