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Opinioni

Inchiostro: un festival della e per la città di Alessandria

Un festival riconosciuto in tutta Italia e non solo come uno dei principali appuntamenti nel campo dell'illustrazione e della calligrafia. Un avvenimento che calamita, nel primo fine settimana di giugno, gente dai luoghi più svariati dello stivale e semplici curiosi alessandrini
OPINIONI - Ricordo ancora come fosse ieri: eravamo in tre, più di quattro anni fa, davanti a un buon bicchiere di vino, tre personaggi di indole e professioni differenti, che dal nulla tirarono fuori l'idea di un festival di illustrazione in Alessandria. Da subito ci rimboccammo le maniche, si aggiunsero altri due componenti, e dopo alcuni mesi di lavoro realizzammo la prima edizione di Inchiostro Festival. Ci aiutò il fatto che, grazie a numerosi contatti, riuscimmo ad ospitare illustratori riconosciuti già dalla prima edizione. E poi il resto lo fecero gli alessandrini, le persone venute da fuori, i semplici curiosi, la fortuna. E il lavoro, costante.

Oggi siamo arrivati alla quarta edizione. Questo mio intervento non vuole fare della facile retorica o cadere in banali trionfalismi, ma questo è diventato, per noi cinque, un po' il nostro figlioccio, quello che ci fa incazzare spesso, spessissimo, ma per il quale faremmo qualsiasi cosa per vederlo crescere.  E soprattutto è diventato un festival DELLA e PER la città di Alessandria.

Un festival riconosciuto in tutta Italia e non solo come uno dei principali appuntamenti nel campo dell'illustrazione e della calligrafia. Un avvenimento che calamita, nel primo fine settimana di giugno, gente dai luoghi più svariati dello stivale e semplici curiosi alessandrini.

Un evento che trasforma il chiostro di Santa Maria di Castello, fulcro del quartiere più antico della città, in un addensatore sociale che sfrutta lo spazio urbano come palcoscenico naturale, all'interno del quale si alternano esibizioni di artisti, workshop, dibattiti e spettacoli.  Un esempio di come un evento, seppur spazialmente e temporalmente limitato, possa essere catalizzatore di un pubblico eterogeneo.

Ecco, noi vorremmo che gli alessandrini, i semplici cittadini ma soprattutto le istituzioni, si rendessero conto di questo valore. Vorremmo far capire che se un evento del genere funziona ne giova tutta la città. Nell'ultima edizione del festival abbiamo ricevuto tutta una serie di richieste di informazioni da parte di persone provenienti da fuori città su dove alloggiare, dove mangiare, cosa visitare ad Alessandria.

Una nostra ospite spagnola ci ha detto che non se l'aspettava di trovare una città così bella. Un illustratore padovano ha definito i bastioni della Cittadella "metafisici e affascinanti", e si è ripromesso di tornare a visitarli con più calma. Abbiamo visto più di un artista, nei momenti di pausa, passeggiare per il centro storico e disegnare, sui taccuini, gli scorci più interessanti.

Ecco, finalmente possiamo parlare di indotto. Finalmente, con un evento del genere, possono guadagnarci tutti.

Il Festival International de la Bande Dessinée di Angoulême, in Francia, o il Lucca Comics, rispettivamente la terza e la seconda più grande manifestazione al mondo dedicata al fumetto, hanno il potere di trasformare le due città che li ospitano: una fiumana di gente calca le strade e i vicoli dei loro centri storici, si affretta a seguire questo o quest'altro evento, riempie i bar, i ristoranti, gli alberghi, vive insomma la città.
La nostra speranza, dunque, è di seguire le orme di Angoulême o di Lucca, è di sentir dire, in futuro, "Ah, Alessandria, la città della paglia, del cappello, della Cittadella, e anche di Inchiostro".

Grazie, dunque, a chi crede in questo festival.
Anche perché vorremmo ancora farvene vedere delle belle, nel 2017.

P.s.: un grazie a Giancarlo, Andrea, Riccardo e Guido, perché siamo veramente una grande squadra; a tutti i volontari del festival, in primis Matteo, perché senza di loro non saremmo riusciti a concretizzare assolutamente nulla; ai ragazzi del Chiostro, chiedendogli ogni anno scusa per quel prato rovinato dal passaggio delle persone; a chi ci dà la carica, ogni anno.
E a chi crede in questo festival.
26/06/2016

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