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Conzano

Albino Galvano a Villa Vidua, omaggio a un pittore filosofo

Sabato 31 marzo inaugura nei suggestivi ambienti della residenza settecentesca una mostra dedicata al maestro torinese, artista, critico, studioso dagli interessi vastissimi e intellettuale di levatura europea, che resterà aperta al pubblico fino al 27 maggio
CONZANO - Albino Galvano (Torino, 1907-1990) con la sua poliedrica attività di artista, critico e studioso è stato uno straordinario testimone del Novecento, il cui valore, secondo molti, non è stato ancora adeguatamente riconosciuto. Ora, con questa mostra curata da Alessandra Ruffino, ci si propone di richiamare l’attenzione su una figura che merita di essere apprezzata per l’autonomia di giudizio, per l’indipendenza della sua ricerca espressiva e per il rigore dei suoi studi nel campo dell’estetica e della storia dell’arte.

La formazione artistica di Galvano avviene dopo gli studi classici, quando, dopo aver visto delle opere di Felice Casorati alla Biennale di Venezia del 1928, entra nella scuola del pittore a Torino, dove conosce, tra gli altri, Italo Cremona, Paola Levi Montalcini, Lalla Romano, Carol Rama; in quegli stessi anni stringe amicizia con Carlo Mollino, architetto e designer cui sarà legato per tutta la vita.
L’opera pittorica di Galvano si suddivide in tre momenti – periodo naturalistico-casoratiano, periodo astratto-concreto e periodo neoliberty – che, pur essendo caratterizzati dai differenti passaggi dalla figura al segno e ancora alla figura, evidenziano un aspetto fondamentale dell’artista: la necessità di preservare la propria libertà di pensiero, convinto dell’importanza del legame che unisce la pratica della pittura e l’esercizio speculativo, anche risultando spesso in controtempo rispetto alle tendenze a lui contemporanee.

Albino Galvano debutta nel 1930 alla Biennale di Venezia con opere vicine allo stile del Gruppo dei Sei di Torino (seguiranno altre partecipazioni alla rassegna veneziana negli anni 1934, 1948, 1950, 1952, 1954 e nel 1956 con una sala personale presentata da Giulio Carlo Argan); nel 1931 partecipa alla prima Quadriennale di Roma, cui parteciperà anche nel 1935.
A partire dal 1932, dopo esser stato presentato proprio da Argan a Lionello Venturi, inizia anche l’attività di critico, che svolgerà in parallelo all’insegnamento di storia e filosofia e all’arte.
In pittura, fino ai primi anni Quaranta dipinge soggetti da cui traspare l’interesse per Barocco e Art Nouveau: nature morte, pesci, conchiglie, vecchi libri, nudi contorti e pastosi.
Nel 1938 si era intanto laureato con una tesi di Pedagogia della religione e, da allora, i temi spiritualistici e filosofici saranno un riferimento costante al pari dell’interesse per le arti orientali e per le scienze arcane.

Tra 1945 e 1949 attraversa una fase espressionista che man mano evolve verso l’astrazione; nel 1950 è tra i promotori della sezione torinese del Movimento di Arte Concreta, fondato due anni prima a Milano da Gillo Dorfles, Atanasio Soldati e Bruno Munari, tra gli altri.
A metà degli anni Cinquanta si dedica a ricerche segniche e gestuali di impronta informale, mentre a fine decennio, con la serie dedicata all’iris, inizia il recupero della figuratività. Dal 1965 si apre il periodo neoliberty con i cicli di nastri, bandiere e anelli di Moebius; negli anni Settanta e Ottanta è il momento delle ultime serie: i segni dell’alfabeto asemantico, i griffonnages e, infine, i cespugli, le foglie, i relitti, i ciottoli e le rocce dei quadri dell'ultimo periodo, dove il presentimento della fine si fa evidente.

L’esposizione di Villa Vidua articolata in quattro piccole sezioni (Figure: la pittura come vita, Oltre la figura: la stagione astratta, Ritorno alla figurazione: il periodo neoliberty, Edizioni e cataloghi: Galvano pittore filosofo) presenta 35 opere, tra disegni tele e grafiche, realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta e una dozzina di prime edizioni e cataloghi, che ripercorrono le principali tappe dell’attività artistica del maestro torinese.
Durante le settimane di apertura, tra gli altri appuntamenti collaterali alla mostra, verrà presentato il volume di Albino Galvano “Diagnosi del moderno. Scritti scelti 1934-1985”, in uscita per Nino Aragno Editore.


Conzano, Villa Vidua
31 marzo - 27 maggio 2018
Inaugurazione: 31 marzo alle ore 18.00
Orario: domenica e festivi dalle 15.00 alle 19.00 (altre visite su appuntamento)
Catalogo: “Albino Galvano a Villa Vidua” a cura di Alessandra Ruffino, € 10,00
Info: tel. 0142 925132 - www.comune.conzano.al.it

 
 
30/03/2018
Milva Caldo - m.caldo@ilnovese.info

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