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Cronaca

"Violentata la notte di San Valentino". Lui nega

Denunciato per aver abusato della ex compagna la notte di San Valentino. In aula, davanti al tribunale, la donna ha dovuto ricostruire quella notte. Lui nega: "non ci fu alcuna violenza"
CRONACA – Per lei doveva essere l'ultima volta in cui si vedevano; lui invece voleva riallacciare la relazione, interrotta un paio di mesi prima. Accadde il giorno di San Valentino, 2016.
Lui e lei escono a mangiare una pizza, bevono un po' di vino e un paio di cocktail. “Non ero ubriaca, solo un po' euforica”, racconta la donna in aula. Quel che accadde dopo è ora sotto il vaglio dei giudici del tribunale di Alessandria che sono chiamati a stabilire se quella notte di San Valentino di due anni fa, fu consumata una violenza sessuale ai danni della donna.

A pochi passi dal banco dei testimoni, dove ieri lei è stata chiamata a ricostruire la vicenda, siede l'uomo, nel banco degli impuati, a fianco del difensore Piero Monti. Lei non lo guarda, cerca di non incrociare il suo lo sguardo. Le tremano le mani, cerca di ricordare, incalzata dalle domande, situazioni e date. Qualcuna le sfugge. Su un punto è certa: la relazione per lei era finita, accettò di incontrarlo per chiudere definitivamente, le chiede di portare via gli oggetti che erano ancora a casa di lei. Ma quel rapporto non lo voleva. Lo ha denunciato per violenza sessuale e stalking.
Lui però nega di averla violentata. Si, andarono a cena. Una volta a casa di lei, ebbero una lite, la donna si ferì la mano perchè, involontariamente, con un gesto di rabbia, ruppe una vetrinetta. L'ex compagno la accompagnò in ospedale dove la donna venne medicata e poi la riporta a casa.
Sarebbe in quel momento che avvenne, secondo la vittima, la violenza. Qualche giorno dopo lei andrà dai carabinieri a denunciarlo.

Ieri, in aula, hanno parlato i medici che la curarono al pronto soccorso, il carabiniere che seguì le indagini e l'operatrice del centro antiviolenza che la seguì per un breve periodo. Durante i colloqui avuti con l'operatrice, la donna era “visibilmente scossa. Si sentiva in colpa per avere accettato di rivederlo. Era senza autostima”. Dopo circa un mese dall'episodio, la donna smise di andare al centro violenza, poiché disse di sentirsi meglio.
Intanto i contatti tra i due non si erano interrotti. Lei dice di aver continuato a ricevere telefonate, messaggi, visite non gradite. “Una di notte, scavalcò il muro di casa e me lo sono ritrovato in giardino”. Però, poi, accetta di rivederlo. Voleva “incastrarlo”, farlo confessare e registrare la conversazione, ammetterà in aula. Non ne ebbe l'occasione. Ora sarà il tribunale a dover stabilire se l'uomo la violentò la notte di San valentino, come sostiene la donna, oppure no, come sostiene l'ex partner.
14/02/2019

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