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Novi Ligure

Un "codice viola" per contrastare la violenza sulle donne

Arriva anche a Novi il progetto per mettere in rete tutti i vari enti coinvolti in un caso di violenza di genere: l'obiettivo è tutelare la vittima a 360 gradi e fornirle l'assistenza medica, legale, psicologica necessaria. Senza dimenticare che quasi sempre l'orco vive sotto lo stesso tetto.
NOVI LIGURE – Per la tradizione cristiana il viola è il colore della penitenza che porta alla purificazione. Per molte donne, il viola è il colore dei lividi, delle botte, delle ferite che non vogliono guarire. Delle violenze subìte prima di arrivare finalmente a liberarsi del peso che hanno dentro. A rompere il muro del silenzio e a denunciare il proprio carceriere. Che quasi sempre è il marito, il compagno, l’uomo con cui vivi e da cui hai avuto dei figli.

Ed è da questo colore viola che sono partite le città di Alessandria e Novi Ligure, insieme ai rispettivi servizi sociali (Cissaca e Csp), all’Asl, alle forze dell’ordine, alla prefettura e alle associazioni di volontariato come Medea per cercare di contrastare la violenza sulle donne. L’hanno chiamato “Progetto Viola” e il logo è un eloquente “Viola mai più”: mai più botte, mai più lividi.

L’obiettivo del progetto è fare in modo che tutti gli enti e le persone coinvolte in un caso di violenza di genere lavorino in sinergia. Dal medico che soccorre la donna al militare che ne riceve la denuncia, dall’assistente sociale incaricato di seguire la vittima all’avvocato che la tutelerà, dal magistrato assegnato al caso a quello che dovrà decidere sulla sorte dei figli.
Molti passi sono stati fatti in questa direzione. L’altro ieri, in municipio a Novi, ne è stato fatto uno ulteriore. È stato infatti ufficializzato un protocollo operativo che prevede – da parte del primo ente che viene a contatto con una donna vittima di violenza (ospedale, forze di polizia, associazioni di volontariato…) – l’invio di una segnalazione ai servizi sociali di Novi.

In questo modo – hanno spiegato la direttrice del Csp Adriana Ferretti e il referente del progetto Valerio Lantero – sarà possibile attivarsi immediatamente per aiutare la vittima. “Quando arriva al pronto soccorso una donna maltrattata – ha detto Beniamino Palenzona, responsabile dei Dea dell’Asl – riusciamo a guarirla dalle ferite fisiche. Ma dopo la guarigione, possiamo davvero dimetterla a cuor leggero, sapendo che dovrà tornare in quella casa dove ad aspettarla c’è un uomo manesco?”.
Guarirla dalle ferite fisiche, sostenerla nella denuncia, aiutarla a superare il trauma psicologico, cercare una sistemazione sicura per lei e per i figli: è questo in estrema sintesi il percorso che indica il Progetto Viola per le donne vittime di violenza.

Il servizio completo sul Novese in edicola a partire da giovedì 2 ottobre.
26/09/2014

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