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Ma quanto si fanno abbindolare gli ovadesi? Domanda lecita se ci si guarda un po’ intorno e si indaga sui sistemi che inquietanti individui propinano al fine di mettere nel sacco ignari cittadini. Lo scopo, ovviamente, è quello di racimolare qualche spicciolo. L’ultimo personaggio è "l’inglese”, che si aggira per le vie di Ovada, soprattutto la domenica mattina di buon’ora quando le strade sono semideserte e i pochi che le popolano troppo di fretta o troppo assonnati per una reazione immediata. Alto e castano, con un lungo paltò grigio, “I’m english- dice alla preda di turno - ho perso il portafoglio, ho passato la notte fuori e ho bisogno di cinque euro per il biglietto del treno”.Vista la faccia non si fa fatica a credere che abbia davvero trascorso una notte insonne, così, soprattutto chi lo vede per la prima volta, si lascia ingannare e gli elargisce, in buona fede, la somma richiesta. Fin qui, tutto regolare. Lo diventa un po’ meno quanto si scopre che il tizio in questione è in realtà un residente di Ovada e, qualcuno mormora (ma forse solo per sentito dire) con un discreto conto in banca. Ma non è l’unico a tentare carriera nella “piccola truffa”. Ci sono gruppi ben riconoscibili: sono quelli che esordiscono con la frase “Hai qualcosa contro chi vive in comunità?”.
Era un’organizzazione che si riteneva in via d’estinzione ma in realtà i suoi componenti sono riapparsi per il centro cittadino vendendo penne carissime per aiutare i tossicodipendenti. Calcolando che l’età media è fra i sedici e i vent’anni viene da chiedersi che tipo di passato possano avere avuto. E l’elenco di tipi sospetti potrebbe continuare all’infinito. Quelli che normalmente riescono nel loro intento sono quelli che mettono in mezzo i propri figli. Ad esempio coloro che si avvicinano e chiedono una decina di euro per acquistare il latte in polvere per il neonato di casa. “E’ un latte carissimo- aggiungono- e non ho la possibilità di acquistarlo”. Quasi sempre chi si trova in una situazione del genere si lascia intenerire e mette mano al portafoglio. Ma c’è anche chi, come una commerciante del centro storico ha risposto “Bene, allora aspetta che chiudo qualche minuto il negozio e andiamo in farmacia a comprare il latte che ti serve”. In tutta risposta “Non ho tempo, ho il treno che mi parte…non può semplicemente darmi i soldi?”.
“Per principio mi sono rifiutata di farlo - conclude la commerciante - e lei, infuriata, se ne è andata via”. “Sono moltissimi i casi in cui – aggiunge un cliente- magari non ci credi ma i soldi li dai lo stesso. Per solidarietà. Chi usa mezzucci del genere può davvero essere ridotto alla fame”. In conclusione la battuta di un amico. Alla domanda “Ti è mai capitato di incontrare qualcuno che ha cercato di raggirarti per pochi spiccioli?” ha risposto “Ma se sono io il primo a farlo…”.
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