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Ovada

Provinciale Ovada Novi: “Il gasolio è arrivato alla falda”

Non si è esaurita l'emergenza determinata due mesi fa dall'incidente dell'autocisterna con il conseguente sversamento di 10 mila litri di carburante. "Il rischio è che si arrivi all'Orba"
 OVADA - Già qualche giorno dopo l’incidente s’era percepita la gravità della situazione. Negli ultimi giorni a confermare questa ipotesi sono state le ultime analisi effettuate da Arpa. Proseguono le operazione sulla provinciale 155 Ovada-Novi, dove a metà dello scorso marzo un’autocisterna uscita di strada in zona Brico, tra il cavalcavia dell’autostrada e il bivio per la Caraffa un’autocisterna uscita di strada ha rovesciato sull’asfalto e nei terreni circostanti 10 mila litri di gasolio.  “Il carburante – ha confermato telefonicamente Alberto Maffiotti, responsabile ambientale di Arpa - ha raggiunto la falda, in quella zona abbastanza superficiale. Stiamo valutando quanto grave sia la situazione se ci sia rischio che gli idrocarburi arrivino al torrente Orba”. Le abbondanti piogge dei giorni successivi all’incidente hanno senza dubbio complicato la vita dei tecnici. Per contenere il danno si è lavorato su due fronti: da un lato è stata aspirata l’acqua mista a gasolio dal sottosuolo e dall’altro si è proceduto alla rimozione del terreno contaminato.

“Ne abbiamo già portato via centinaia di metri cubi – confermava Maffiotti proprio in quei giorni - L’onda si è estesa non solo sotto la strada ma anche nei fossi e nei campi a valle della carreggiata”. Per questo motivo si dovrà ancora attendere per arrivare a un piano dettagliato per la bonifica. la Provincia ha intimato alle aziende coinvolte nell’incidente – la proprietaria dell’autocisterna che si è rovesciata e quella che, per suo conto, stava facendo il trasporto dei 38 mila litri di gasolio, 10 mila dei quali finiti in strada – di presentare con urgenza, a integrazione di quello elaborato subito dopo il fatto. A riprova di quanto terreno è stato trasferito il collaudo effettuato prima di riaprire al traffico il più importante snodo tra il casello A26 di Belforte e le aree artigianali tra Silvano, Tagliolo, Predosa e Capriata d’Orba. La carreggiata è tuttora ristretta,  rispetto alla sua ampiezza naturale, sul tratto vige un limite di velocità ai 30km/h in molte occasioni eluso da tanti mezzi in transito ogni giorno.

(Foto di repertorio: il momento dell'incidente e i lavori per la riapertura)
28/05/2018

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