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Ovada

Pronto Soccorso e ambulatori: le richieste dei Sindaci

Pronto il documento da sottoporre a Regione e dirigenza Asl. Intanto dalla città si levano voci a favore di una manifestazione. I sindacati: "Iniziamo a sensibilizzare la gente"
OVADA - “L'assemblea ritiene inaccettabile il riscontro alla nota dei Sindaci del 6 ottobre 2016, poiché non individua in tempi certi la piena attuazione della DGR 1-600 del 19 novembre 2014 in particolare per ciò che concerne il Pronto Soccorso che è parte integrante ed essenziale di un efficiente dimensione sanitaria territoriale”. Parole scritte al termine dell’assemblea sulla sanità che ha visto coinvolti non solo gli amministratori locali ma tutto il mondo del volontariato cittadino e i sindacati. “Se è necessario organizzare una manifestazione – ha sintetizzato nel suo intervento Bruno Motta  (CGIL) – noi ci siamo e la gente sarà presente. Dobbiamo però tenere presente la situazione della sanità oggi nella nostra regione”. “Quello che serve – ha affermato Giacomo Campora (CISL) – è iniziare a sensibilizzare la gente, fare volantinaggio. Ma noi nel frattempo dobbiamo decidere con precisione quale comportamento adottare in caso di nuove risposte negative”.

“Prendendo atto della situazione sanitaria del nostro territorio – prosegue il documento - si evidenzia che gli impegni presi sia verbalmente dall'Assessore Saitta sia attraverso atti puntuali della Regione Piemonte non sono stati attivati dall'attuale Dirigenza Asl AL…Risultano inoltre sottodimensionati o del tutto inesistenti e dunque vengano implementati al più presto gli ambulatori, con priorità per ortopedia, cardiologia, urologia, neurologia, necessari per dare risposte al territorio senza imporre disagi inaccettabili per i cittadini in particolare anziani e persone in difficoltà economica, categorie che purtroppo sono in aumento continuo. Vengano altresì rinforzate con un preciso crono programma le fila del personale sanitario”.

“Il pronto soccorso – ha sintetizzato nel suo intervento Mauro Rasore, consigliere di “Essere Ovada” e medico di famiglia – ci spetta. Anche perché chiudere i reparti significa trasformare Novi e Alessandria in un girone dantesco. Gli ambulatori sono il fondamento della medicina sul territorio. Io invece a volta non trovo gli specialisti nemmeno per telefono. Il sistema dell’infermiere di famiglia con l’istituzione dei letti di osservazione breve funziona. Ma un sol infermiere è insufficiente per tutto il territorio”. 

29/10/2016

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