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Cronaca

Picchia la compagna incinta e accoltella la suocera

E' stato arrestato un uomo di 35 anni per lesioni aggravate e maltrattamenti. Impediva alla compagna 33enne e alla suocera di uscire ed avere contatti con l'esterno. Dopo l'ultimo episodio è stato fermato dalla polizia
CRONACA – Si erano conosciuti su un social network, lei alessandrina, lui di Torino. Dopo qualche mese di frequentazione, sono andati a convivere, prima da soli, poi dalla madre di lei. Da lì a poco per le due donne sarebbe iniziato l'inferno.
E' stato arrestato nella notte tra lunedì e martedì Alessandro Antonio Lambra, 35 anni, dopo che aveva picchiato e ferito la compagna incinta di cinque mesi e colpito con un coltello alla spalla la madre di lei, di 59 anni. Non sarebbe stata la prima volta che le due donne erano sottoposte a maltrattamenti. Le liti, in quella casa di via Righi, pare fossero frequenti. Il quadro che emerge non è fatto solo di litigi e botte, anche di vessazioni e maltrattamenti.
Lambra, negli ultimi due anni, avrebbe praticamente impedito alle due donne di avere contatti con l'esterno, impediva loro di uscire, di usare il cellulare, di avere relazioni sociali. La findanzata, in particolare, non era libera neppure di scegliere cosa indossare. Lui non lavora, è disoccupato. E per le due donne non c'è stata neppure la posibilità di allontanarsi per recarsi dalle forze dell'ordine, a sporgere denuncia, tanta era la paura di una reazione da parte del compagno.
L'ultimo episodio, che ha portato all'arresto di Lambra da parte degli agenti delle Volanti, è stato particolamente grave.
Dalla riscostruzione fatta gagli agenti, la lite sarebbe iniziata per futili motivi, lui si è inalberato, ha afferrato per il collo la compagna e l'ha ferita ad un fianco. Non contento la colpisce ripetutamente con pugni in faccia. Lei è incinta, aspetta un figlio da lui. La madre della giovane donna cerca di intervenire in difesa della figlia. Così Lambra non risparmia neppure lei, inizia ad insultarla e minacciarla: “ti ammazzo, ti apro come un animale”. Poi afferra il coltello da cucina e la colpisce alla spalla. Le due donne, a mezzanotte inoltrata, riescono a dare l'allarme e chiamare il centralino della polizia. Quando le volanti arrivano, l'uomo sta uscendo dall'appartamento.
In un primo momento sembra apparentemente tranquillo, cerca di spiegare agli agenti che va tutto bene, che è tutto sotto controllo. Ma gli abiti indossati sporchi di sangue dicono tutt'altro. Così gli agenti salgono in casa e trovano le due donne a terra, ferite e impaurite.
Mentre loro vengono accompagnate al pronto soccorso, lui viene fatto salire nell'auto della polizia, ma si oppone, insulta anche gli agenti. Sarà portato al pronto soccorso, dove è stato sottoposto a visita psichiatrica e, poi, condotto in carcere.
Oggi, davanti al giudice, l'arresto è stato convalidato. Le accuse, al momento, sono di maltrattamenti, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.
22/03/2018

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