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Casale Monferrato

Paesaggio, Unesco e Infernot al Castello Paleologo

Un incontro che ha toccato tutte le problematiche della storia di "Paesaggio, Unesco ed Infernot", dalla storia al marketing, passando per la partecipazione per il rilancio del territorio

CASALE MONFERRATO - Il Castello Paleologo ha ospitato ieri il convegno "Paesaggio, Unesco e Infernot" nel quale sono state toccate tutte le problematiche della storia, del marketing culturale e della partecipazione per il rilancio del territorio. Un incontro all’insegna del “fare rete”, e soprattutto del “fare”.

 

Il deputato Cristina Bargero, il sindaco Titti Palazzetti e l'assessore Luca Gioanola hanno espresso il rispettivo punto di vista politico/amministrativo legato all’esperienza della candidatura e al successo raggiunto.

Marco Devecchi Docente dell’Università di Torino ha ripercorso i concetti ispiratori della Convenzione Europea del Paesaggio che sono stati il fondamento per l’ottenimento della dichiarazione dei Paesaggi di Langhe-Roero e Monferrato quale patrimonio dell’umanità; Roberto Maestri ha sapientemente ricordato il percorso storico del Monferrato vivo ormai da ben 12 secoli e che oggi ritrova nella rete dei siti Unesco un legame geografico antico.
 

Il Consigliere regionale Mimmo Ravetti ha sottolineato la necessità di collaborazione tra tutti gli Enti per sostenere adeguatamente il mantenimento delle qualità che hanno consentito di raggiungere l’obiettivo, concentrando e coordinando risorse materiali, umane e finanziarie.

Ernesto Berra, Assessore provinciale alla Pianificazione Territoriale, Sviluppo ed attività economiche ha ricordato tutti i traguardi raggiunti nelle progettualità di sistema relative alla pianificazione territoriale ed economica del territorio Casalese nel corso degli ultimi anni, tese a dare coesione sociale, sviluppo e contrasto a fasi acute di deindustrializzazione.
 

Gian Franco Comaschi, Presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato, ha sottolineato il ruolo di cabina di regia che l’Associazione porterà avanti rappresentando la vera “rete” che collega tutti i soggetti che hanno contribuito al raggiungimento del risultato, ma che dovranno porre molta attenzione nel “mantenimento” delle caratteristiche oggetto della dichiarazione, pena la perdita del riconoscimento stesso. Tale compito sarà assolto mediante un accurato piano di gestione delle attività, aderente al disciplinare rilasciato dall’Unesco.  

Massimo Carcione ha posto l’accento su alcune norme nazionali che privilegiano i siti Unesco in termini di assegnazione di risorse finanziarie, che dovranno essere oggetto di attenzione particolare nel progettare le azioni di sviluppo delle attività del territorio riconosciuto.
 

Enrico Ercole Docente dell’Università del Piemonte Orientale ha esplorato gli aspetti sociologici riassumendo i concetti di “percezione" da parte della popolazione residente e di “ammirazione” da parte di coloro che visiteranno i luoghi oggi riconosciuti “patrimonio dell’Umanità”, che costituiscono il vero contenuto delle prospettive turistiche future.

Claudio Saletta Sindaco di Sala Monferrato, in rappresentanza dei numerosi Sindaci presenti ha ribadito, pur segnalando criticità relative alla viabilità e ai trasporti, la disponibilità dei territori a proseguire concretamente il lavoro svolto fino ad oggi.
 

L’incontro si è concluso con le testimonianze dell’Ecomuseo della Pietra dei Cantoni, che ha accuratamente censito e studiato gli “Infernot”, reale contenuto dell’assegnazione della dichiarazione Unesco “Monferrato degli Infernot”; di Franco Desana che oltre a testimoniare la ricchezza delle attività produttive del Casalese ha elogiato la coesione dei produttori vinicoli di tutto il territorio per i risultati di qualità dei loro prodotti.

L’ex sindaco di Coniolo Giovanni Spinoglio  ha ricordato alcune attività di restauro di beni della cultura materiale del territorio e della attuale fruibilità ai fini culturali e turistici. 
 

Ha concluso i lavori Valerio Di Battista Presidente dell’Osservatorio del Paesaggio del Monferrato Casalese e Coordinatore della Rete degli Osservatori del Paesaggio Piemontesi, che ha affrontato le peculiarità dell’attività degli Osservatori del Paesaggio evidenziando il consistente contributo che questi possono dare attraverso la diffusione della cultura e del rispetto del territorio (e quindi del paesaggio) per prevenire modificazioni non compatibili con il disciplinare Unesco ora in vigore.

 

L’imperativo di trasformare questa opportunità in azioni concrete ha raccolto commenti positivi da parte del folto pubblico che ha gremito la sala, che da oggi si attende benefici anche economici per un’area in grande difficoltà 

27/09/2014

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