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Alessandria

Operazione “Santi”, fermata banda di rapinatori e spacciatori

E' partito da Alessandria il progetto “Home” della Polizia di Stato che ha portato all'arresto di 5 giovani albanesi facenti parte di una vera e propria “banda organizzata” e specializzata in furti e rapine. I proventi investiti nello spaccio di droga e prostituzione
ALESSANDRIA – Il primo tassello del progetto “Home” della Polizia di Stato, insieme al servizio di cooperazione Internazionale di Polizia, è stato messo ad Alessandria dove, questa mattina, sono scattare le manette per cinque albanesi, tutti di giovane età, di cui quattro residenti in città.
L'operazione, che vede 14 indagati, è stata denominata “Santi” dal nome di uno dei membri di quella che il Questore Filippo Dispenza non esita a definire “malavita organizzata”.
Agli arresti sono finiti Santiliano Resulaj, 23 anni; Deshnoir Resulj, 29 anni considerato l'organizzatore delle attività; Nikolin Prenda, 29 anni, Selijo Gjkaj 23 anni, Idris Hoxhai, 30 anni, l'unico residente a Savona.
Una lunga indagine, portata avanti dalla squadra mobile diretta da Domenico Lo Pane, partita nel giugno del 2012 dopo il furto in un'abitazione alla periferia di Alessandria durante la quale erano stati rubati 13 quadri di valore, gioielli e denaro contante.
Dopo un attento sopralluogo, gli agenti della scientifica sono riusciti ad isolare un'impronta digitale. Dopo le prime ricerche, è risultato come l'impronta fosse attribuibile a Santiliano Rresulaj. Le indagini hanno portato poi a scoprire che l'uomo non agiva da solo, ma insieme ad un gruppo di connazionali specializzati e pericolosi, capaci di muoversi su tutto il territorio italiano per portare a termine furti in abitazioni ed aziende e rapine.
Alla banda sono stati attribuiti numerosi furti nel pavese, nel piacentino e nella provincia di Alessandria. Un'altra specializzazione era il furto di rame in ditte: complessivamente, sono stati sottratti oltre 1 milione di euro di materiale in rame. I “bottini” più consistenti, quelli provenienti da un furto alla centrale Enel di Pavia e quello alla Solvay di Spinetta.
Ricostruendo tassello per tassello, la polizia ha ricostruito il mosaico di un disegno criminoso. I proventi dei furti, infatti, venivano investiti in altre attività illecite, come il traffico dall'Albania di sostanze stupefacenti (sequestrati nell'ambito dell'operazione circa 80 chilogrammi di marijuana) ma anche “nel giro della prostituzione e dell'immigrazione clandestina”.
Il Questore Dispenza ha usato parole di elogio per i suoi uomini che hanno spesso rischiato la vita, ma anche parole dure nei confronti dei membri della banda, definita una “multinazionale del crimine. Si tratta di soggetti che agivano anche con violenza. Prendevano di mira soprattutto anziani, diventando così anche un problema sociale”.
27/09/2013

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