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Alessandria

L'incontro dopo messaggi “minacciosi”, così la lite è finita a colpi di pistola

Proseguono le indagini di Carabinieri e Polizia, che hanno collaborato all'arresto dell'uomo e della donna accusati di tentato omicidio nei confronti di un 33enne marocchino, per fare luce sui punti ancora in ombra della vicenda
ALESSANDRIA – Erano soli il cittadino marocchino di 33 anni, ferito con un proiettile alla testa la sera di sabato nel parcheggio del ristorante Keiko e i due arrestati, Vangjel Daja, 45 anni di nazionalità albanese e Iudmica Makmauava, 29 anni bielorussa? Non sono ancora concluse le indagini delle forze dell'ordine che hanno portato agli arresti un uomo ed una donna. Daja e Makmauava con l'accusa di tentato omicidio in concorso (la donna è stata scarcerata e resta indagata a piede libero).
Restano alcuni punti da chiarire, sentito anche il 45 enne albanese il quale, nell'interrogatorio di garanzia, ha ammesso di aver esploso colpi di pistola, ma in aria, a scopo di intimidazione, ma di non aver ferito lui il 33enne. Nelle ore successive al ferimento, le forze dell'ordine, Carabinieri e Polizia, hanno acquisito le immagini di alcune telecamere, che sono al vaglio, ma hanno anche ascoltato altri testimoni. Secondo Daja, infatti, nel parcheggio a quell'ora c'erano anche altre persone.

Il ferito, che è stato sottoposto ad intervento chirurgico, aveva fornito qualche sommaria informazione, come il tipo di auto usata dalla coppia, una Audi A 1 bianca, intestata ad una donna. Da quel dettaglio, i carabinieri sono risaliti all'intestataria, la Makmauava, che con il ferito aveva avuto una relazione. Lui le aveva imprestato dei soldi, circa 1.500 euro, e ora ne chiedeva la restituzione. La donna e il nuovo compagno, Daja, sembrano non volerne sapere di sborsare i soldi ed hanno chiesto un incontro “chiarificatore”, dopo qualche messaggio minaccioso, terminato poi con una lite e i colpi di pistola.
I due erano stati fermati quella stessa sera, dalla Polizia, a Nizza Monferrato, ospiti di un amico italiano il quale avrebbe tentato di fornire un alibi per la coppia (alibi rivelatosi poi infondato, tanto che per l'uomo è scattata una denuncia per favoreggiamento). Le indagini non si fermano e abreve saranno sentiti altri testimoni.
27/04/2018

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