10:20 Tra oggi e domani l'autospia
Dovrebbe essere eseguita tra oggi e domani l'autopsia sul corpo di Pasquale La Rocca, il capoturno dell'Ilva di Novi, morto schiacciato da un "muletto", mentre stava eseguendo una manovra di retromarcia. Intanto Carabinieri e Spresal stanno cercando di fare chiarezza sull'accaduto, ad iniziare dall'ora esatta dell'incidente. È stato più volte detto che il tutto è avvenuto tra le 20.20 e le 20.30 e l'elasticità di orario pare dovuta al fatto che nessuno si sarebbe accorto subito della tragedia. A segnalare il ribaltamento del muletto sarebbe stato un giovane operaio, attirato dal fumo che fuoriusciva da una ruota rimasta sospesa, che continuava a girare. Intanto anche a Taranto, dove ha sede l'altro grande stabilimento Ilva, per la giornata di domani, i sindacati Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato uno sciopero di un'ora per turno, uno stop per ricordare Pasquale, ma anche in occasione della giornata dei morti sul lavoro. Resta chiusa nel dolore la moglie Nadia, insieme alla famiglia del ragazzo, che ha ribadito soltanto l'intenzione di costituirsi parte civile di avere messo nelle mani di un avvocato tutta la vicenda. Ancora da decidersi la data dei funerali, ma, nell'attesa, il paese dove la coppia viveva, Lerma, sta già facendo sentire il proprio affetto.
Resta alta la tensione all'interno dei sindacati in seguito alla morte dell'operaio dell'Ilva, che è rimasto vittima di un incidente sul lavoro nella notte tra giovedì e venerdì. Pasquale La Rocca, 32 anni, ha perso la vita rimanendo schiacciato da un muletto che si è ribaltato in seguito ad una manovra.
E mentre la dinamica dell'incidente e le indagini intorno al rispetto delle norme di sicurezza, restano al vaglio degli inquirenti, a fare discutere è ancora la decisione dell'azienda di continuare a caricare i camion anche dopo il tragico fatto.
L'incidente è, infatti, avvenuito intorno alle 20.30 quando nel reparto spedizioni si stavano caricando tre tir. Soltanto alle 22, quando in tutto lo stabilimento si è diffusa la notizia della tragica morte, la produzione si è fermata per oltre 24 ore. Ma alcuni sindacati hanno messo sotto accusa la decisione di far uscire carichi quei camion entrati prima del fatto.
A ribadire la questione è Antonello Dell'Omo, segretario provinciale della Uilm, il quale ha affermato: "Alla disperazione per la morte del collega, si è aggiunta anche la rabbia dei lavoratori, che dopo l'incidente sono entrati in sciopero. Rabbia che è scattata perché i camion hanno continuato a caricare nel reparto spedizioni e l'area è stata messa in sicurezza soltanto molto dopo l'accaduto, all'arrivo delle forze dell'ordine, che hanno dato lo stop. L'attività non è stata sospesa, quei camion li ho visti uscire con i miei occhi, quando il cadavere di La Rocca era ancora dentro. Il corpo è infatti uscito soltanto dopo la mezzanotte".
Restano, invece, più concilianti le posizioni delle Rsu dell'azienda. Il giorno dopo il fatto soprattutto da Cgil e Cisl avevano fatto sapere che l'azienda è molto grande e che prima di diffondere la notizia e fermare la produzione ci è voluto un po': "Lo sciopero è scattato per solidarietà nei confronti del collega e non per entrare in polemica con la'zienda. Sappiamo che certe procedure non sono semplici da fermare immediatamente. Ora lasciamo che a fare chiarezza siano le indagini, noi possiamo solo esprimere il nostro dolore per il fatto".
Intanto le indagini stanno continuando da parte della magistratura e dello Spresal: La Rocca stava effettuando una manovra di retromarcia quando il suo muletto ha incontrato un avvallamento che ha causato il ribaltamento del mezzo, che era dotato di cinture di sicurezza, ma non di sbarre.
Nel frattempo continuano ad arrivare messaggi di cordoglio rivolti alla famiglia della vittima: l'ultimo è quello del segretario del Pd di Alessandria, circolo "B. Mantelli", Fabio Camillo, il quale ha ricordato: "Sento il bisogno di esprimere vicinanza alla famiglia, agli amici ed ai compagni di lavoro dell'operaio Pasquale La Rocca. Inoltre il dubbio che di fronte ad una tragedia simile, sia stato possibile proseguire l'attività oltre il necessario per completare la messa in sicurezza prima dell'uscita dalla fabbrica, è un fatto atroce."