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Novi Ligure

Vendita della farmacia Comunale, il Tar respinge il ricorso

Si è concluso con la vittoria del Comune di Novi Ligure il processo relativo alla vendita della farmacia di via Verdi. Un bel problema in meno per la giunta guidata dal sindaco Rocchino Muliere, visto che in ballo c'era un milione e mezzo di euro
NOVI LIGURE – Si è concluso con la vittoria del Comune di Novi Ligure il processo relativo alla vendita della farmacia Comunale. Un bel problema in meno per la giunta guidata dal sindaco Rocchino Muliere, visto che in ballo c’era un milione e mezzo di euro.

Ad aprile dell’anno scorso, il Comune aveva messo in vendita la farmacia di via Verdi attraverso un bando di gara. La base d’asta era stata fissata a 1 milione e 243 mila euro. Due le offerte arrivate: quella di Gianandrea Valletta (1 milione e 301 mila euro) e quella della società Farmacia Pieve dei farmacisti Francesca Ravera e Gianluca Ludovici (1 milione e 555 mila euro), figli rispettivamente del dirigente comunale novese Paolo Ravera e del sindaco di Basaluzzo Gianfranco Ludovici.

La farmacia di via Verdi era stata aggiudicata ovviamente a Ravera e Ludovici, che garantivano al Comune un rialzo di 312 mila euro rispetto alla base d’asta. Ma Valletta tramite gli avvocati Alfiero Farinea e Vilma Aliberti ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo del Piemonte, lamentando che Ravera e Ludovici non presentarono alla commissione di gara la ricevuta del versamento della “caparra” (che però era stata versata) e che nella medesima commissione era presente Roberto Moro, un dirigente comunale nominato con un concorso successivamente annullato dal Consiglio di Stato.

Valletta aveva chiesto la sospensione cautelare della vendita della farmacia Comunale, ma il Tar prima e il Consiglio di Stato poi glielo avevano negato. Ora i giudici amministrativi sono entrati nel merito del processo e con la sentenza pronunciata lo scorso 23 aprile hanno rigettato il ricorso. Secondo il Tar di Torino, entrambi i motivi di ricorso erano infondati. Quello relativo alla “caparra” perché la somma era stata versata regolarmente e quello relativo al funzionario Moro perché sin dal dicembre 2009 – e quindi in tempi ben precedenti alla gara per la vendita – rivestiva la qualifica di dirigente a contratto. Non è detto che sia già stata scritta la parola fine: per Valletta è ancora possibile presentare appello al Consiglio di Stato, ma finora tutti i pronunciamenti giudiziari gli sono stati contrari.
30/04/2018

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