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Cronaca

Confermata condanna di tre mesi all'ex marito che l'aveva presa a pugni: fu lesione e non maltrattamento

La Corte d'Appello di Torino ha confermato la condanna a tre mesi di reclusione per un alessandrino di 46 anni: insultò e prese a pugni e per i capelli la moglie ma, secondo il giudice, non essendo una “condotta abituale” non c'è maltrattamento
CRONACA – Insultò la moglie, la prese anche a pugni in testa (sette giorni di prognosi) e, in una occasione, per i capelli, trascinandola per una cinquantina di metri in strada. Quella volta, nel luglio del 2012, intervenne un agente di polizia, che passava da quella via per caso e che li udì litigare.
Ma, poiché secondo i giudici, non si trattava di una condotta abituale, non può essere contestato il reato di maltrattamento. E' stato però condannato per lesioni un uomo di 46 anni, Vito Daì, residente in un paese del Monferrato. La parte offesa è la ex moglie, anche se all'epoca dei fatti erano ancora sposati.
Già in primo grado il giudice di Alessandria aveva emesso condanna a tre mesi per lesioni, assolvendolo dal maltrattamento. Ad impugnare il verdetto era stato l'avvocato di difesa dell'uomo, avvocato Giuseppe Romano. Anche in Appello, tuttavia, la pena è stata confermata e, anche in secondo grado, non è stato riconosciuto il maltrattamento bensì la lesione. Alla donna, assistita dall'avvocato Giuseppe Cormaio, è stato riconosciuto anche un risarcimento in via provvisionale.
Il rapporto si stava già incrinando, secondo quando emerso. Lui, autotrasportatore, sembra che a volte si allontanasse da casa per diverse ore e lei sospettava che avesse un'altra relazione. Ma alle domande rivolte dalla donna, lui reagiva con parole dure e violente, fino ad intimarle di uscire di casa. E lei si trasferì dalla madre. In una occasione lei venne colpita in testa con pugni e andò accompagnata dal figlio all'ospedale. Nel luglio 2012 i due si incrociano per strada, iniziano a litigare. Stando alle ricostruzioni, lui la prese per i capelli e la fece cadere. Episodi non sufficienti, secondo il giudice, per una condanna per maltrattamenti.
7/02/2018

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