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Arquata Scrivia

Cementir, chiesta la condanna. Ics si valuta il rinvio a giudizio

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a due mesi di reclusione per l'ex direttore dello stabilimento Cementir; le parti civili chiedono il risarcimento dei danni per le emissioni di polveri e rumori. Incidente probatorio, invece, per il caso della fabbrica chimica Ics
Due casi che potrebbero costituire un precedente importante in tema di impatto ambientale di industrie nel territorio urbano: Cementir e Ics. Ieri a Novi il pubblico ministero e gli avvocati di parte civile hanno chiesto a chiare lettere la condanna dell'ex direttore del cementificio Cementir Leonardo Laudicina a due mesi e venti giorni per emissioni di polveri e rumori molesti in un periodo di tempo a cavallo tra il 2007 e il 2008. Secondo le testimonianze portate in aula in circa due anni di udienze, Cementir avrebbe emesso polveri e rumori molesti. All’interno del procedimento penale si sono costituiti parte civile 92 residenti nelle località Campora e Vaie che confinano con lo stabilimento di Arquata. Per loro, residenti membri di un comitato, gli avvocati Spallasso, Lanzavecchia e Pazienza hanno chiesto una somma pari a 5 mila euro ciascuno, quantificando in tale cifra il danno subito in un anno circa. Dopo aver ascoltato le ragioni dell’accusa e delle parti civili, il giudice ha ritenuto di aggiornare l’udienza al 6 dicembre prossimo, data in cui sarà lasciato spazio alla difesa, che ha già annunciato una lunga requisitoria, e alle repliche. Poi la sentenza.

Quello discusso ieri è solo il primo dei procedimenti a carico di Cementir. E’ già stata infatti fissata la prima udienza in prossimo due febbraio ancora per emissioni di polveri, rumori e odori molesti, mentre è ancora in corso un’inchiesta per l’ipotesi di avvelenamento, per la presenza di metalli nelle verdure e nei frutti coltivati nei giardini e orti confinanti con il cementificio.
Ad Alessandria si è tenuto invece presso il tribunale l’incidente probatorio inerente il processo per avvelenamento a carico di Ics, azienda chimica di Arquata che ha fermato la produzione circa due anni fa. In aula è stato ascoltato il perito di nomina del giudice che avrebbe rilevato come la presenza di bario, piombo e zinco nei frutti e nella verdura coltivata in zona fosse al di sopra dei limiti di legge. Il tribuanale valuterà quindi sul rinvio a giudizio per la dirigenza. La prima udienza il prossimo 7 dicembre. Si apre, nel caso Ics, anche tutto il capitolo relartivo alla bonifica dei terreni attorno alla fabbrica, ex Subalpina, dove si producevano vernici. L'azienda ha chiuso i battenti da tempo.
 
26/10/2011

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