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Cronaca

Cementir, la Cassazione conferma la condanna all'ex direttore

Leonardo Laudicina, è stato condannato alla sanzione di 320 euro, al pagamento delle spese processuali e alle spese di costituzione di parte civile di 92 cittadini, che avevano citato l'azienda per reati quali disturbo della quiete delle persone e di getto pericoloso di cose

ARQUATA SCRIVIA - La Cassazione ha confermato la condanna dell'ex direttore della Cementir di Arquata Scrivia, Leonardo Laudicina, alla sanzione di 320 euro, al pagamento delle spese processuali e alle spese di costituzione di parte civile di 92 cittadini, che avevano citato l'azienda per reati quali disturbo della quiete delle persone e di getto pericoloso di cose. A costoro, l'imputato era stato condannato a versare, a diverso titolo, 27.900 euro. Il giudice aveva inoltre rinviato al tribunale civile la decisione sul risarcimento del danno alle medesime persone. La questione riguardava fatti avvenuti tra il 2007 e il 2008, quando, secondo gli esposti dei cittadini e le rilevazioni dell'Arpa e di altri enti, dal cementificio furono emessi polveri e rumori oltre i limiti di legge.

Quella della Cassazione è la prima sentenza dei due processi avviati dai cittadini contro lo stabilimenti a diventare definitiva. “La prima sezione penale della Corte di Cassazione – spiega l'avvocato Vittorio Spallasso, difensore delle parti civili insieme a Giuseppe Lanzavecchia e Laura Pianezza – ha confermato la condanna di primo grado respingendo il ricorso dei legali della Cementir. Non sono ancora note le motivazioni ma la sentenza è importante poiché interpreta nella maniera per noi corretta l'articolo 674 del codice penale sul getto pericoloso di cose. È stato ribadito dalla Corte che le polveri diffuse, emesse da un'industria non dal camino ma da altre fonti, sono un reato. Una decisione che sarà molto utile nel secondo processo in corso a Novi Ligure, per il quale l'11 giugno è stata fissata la nuova udienza”.  

Soddisfazione da parte del comitato dei residenti intorno alla Cementir: “Nelle settimane scorse i sindacati dell'azienda hanno parlato di delirio mediatico contro il cementificio messo in atto da noi. Invitiamo i rappresentanti dei lavoratori a venire a Campora o Le Vaie quando arrivano i miasmi della Cementir per comprendere realmente la situazione. Rispettiamo ovviamente il diritto dei lavoratori a mantenere il posto di lavoro ma accusare noi cittadini di spaventare la proprietà è davvero eccessivo. Rispetto all'innalzamento del camino, ricordiamo che non c'è mai stata alcuna richiesta ufficiale scritta da parte nostra”.

Il comitato rileva infine una nuova comparsa dei miasmi esattamente dal 29 maggio quando, a suo dire, il forno Cementir è stato riacceso dopo circa 10 giorni: “Dal 18 al 28 maggio, con il forno spento, gli odori erano assenti. Sempre più la loro presenza è legata all'impianto attivo”.

31/05/2013
Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info

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