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Casale Monferrato

Casale: binario morto

Incognite sulla mobilità del futuro. La città monferrina vede ridurre i suoi collegamenti ferroviari con le città limitrofe, e i politici si dividono sulle scelte da compiere
Un bello scenario per un pessimo spettacolo. Siamo a Casale, in piazza della Stazione: l’architettura ottocentesca elegantemente posata su due bracci neoclassici, con di fronte l’ovale verde e azzurro della fontana. Accanto, sulla sinistra, ampi e ombreggiati i viali dei giardini pubblici che dovrebbero accogliere i passeggeri. Già, dovrebbero. Ma forse non dovrebbero esserci le biglietterie con le tendine quasi sempre calate, sostituite da un’emettitrice automatica (vecchia); non dovrebbero trovarsi pensiline di attesa lasciate arrugginire e prive di display moderni; i binari, soprattutto, non dovrebbero essere vuoti, coi treni sostituiti da pullman sul piazzale esterno. E invece… Qualcosa non va. Se ne erano accorti per primi i passeggeri della Casale-Vercelli che negli ultimi anni hanno visto prima l’introduzione dei moderni Minuetti e poi un brusco ritorno alle grigie littorine degli anni 70. Quasi in contemporanea cadevano due date chiave di questa vicenda: il 30 novembre 2007, data dell’Accordo di Programma Quadro con cui la Regione Piemonte si impegnava a sostenere l’elettrificazione della linea Casale-Vercelli stanziando cinque milioni di euro, e il 19 gennaio 2011, quando la nuova Giunta Regionale, con la delibera n. 15-1394, stabilì di usare quelle risorse per altre tratte, come suggerito anche da Rete Ferroviaria Italiana. Anche se il sindaco di Casale Demezzi sostiene che l’accordo per l’elettrificazione della linea “non è stato assolutamento revocato”, il servizio delle linee ferroviarie a Casale è andato molto riducendosi negli ultimi anni: prima sono stati cancellati i collegamenti diretti con Milano, Torino e Genova, e poi anche le tratte locali hanno subìto una drastica riduzione. I treni per Asti, Vercelli e Mortara sono diventati via via più rari, sostituiti alle volte da servizio autobus, altre volte semplicemente cancellati, lasciando il cartellone delle partenze sempre più vuoto e a maglie larghe.

Roberto Rossi
è un cittadino casalese che lavora a Milano: “viaggio solo in treno, ho provato ad andare al lavoro in macchina ma è un incubo, tra traffico e parcheggi”; per questo è diventato portavoce del Comitato Pendolari di Casale, nato nel 2001. “Non siamo persone appassionate di ferrovie – afferma – ce ne dobbiamo occupare nostro malgrado, per sostenere un servizio che in teoria dovrebbe essere garantito e invece pare una conquista!”. Un piccolo successo è stato ottenuto nel 2003-2004, quando venne accolta la richiesta presentata dal Comitato per favorire le coincidenze a Vercelli dei passeggeri casalesi diretti a Milano. Ma oggi? “Ad agosto verrà interrotta completamente la linea Asti-Casale-Mortara, su cui già i treni non si vedono da tempo, sostituiti dai bus, una cosa mai successa dall’Unità d’Italia al giorno d’oggi”. Ma non sono solo i casi estremi a compromettere il sistema: “le riduzioni di orario su tutte le tratte locali compromettono l’uso del mezzo pubblico, che funziona come alternativa solo se è garantito in modo regolare e capillare. Proprio oggi che bisognerebbe incentivare l’uso dei treni, la gente viene obbligata a usare il mezzo proprio con danno al proprio portafoglio e all’ambiente”.
Le criticità del servizio ferroviario a Casale sono in effetti molteplici: “i sistemi di trasmissione dati di Rfi si rompono spesso, costringendo il capotreno a fermarsi a tutti i passaggi a livello, dove occorre intervenire col sistema manuale; il ponte ferroviario di Casale è, e resta, a binario unico; le linee verso Asti e verso Vercelli sono trascurate in maniera crescente”.

Se c’è una cosa su cui tutti concordano a Casale è la posizione geografica della città: situata nel mezzo del triangolo industriale e raggiungibile in un’ora da Torino, Milano e Genova, senza dimenticare i vicini centri di Vercelli, Asti e Alessandria. Ma su come approfittare di questa vicinanza, le posizioni si diversificano. Ai due caselli autostradali, infatti, non corrisponde altrettanta abbondanza di collegamenti via ferro che però gioverebbero alla salute dei cittadini (le polveri sottili, dicono i dati Arpa, superano le soglie di tolleranza oltre 100 giorni in un anno) e al traffico che, tra code e parcheggi non distingue la città di 36.000 abitanti dalle grandi metropoli.
All’estero, scrivono alcuni consiglieri comunali di Asti, “le ferrovie sembrano godere di un rinnovato splendore” e vengono favorite per migliorare i trasporti e la qualità della vita. La ricetta per collegare i piccoli centri urbani in effetti non manca: trasformare la rete infrastrutturale ferroviaria in una sorta di “tratta metropolitana” tra città e paesi, accompagnata da autobus e piste ciclabili per muoversi in città, così come da grandi parcheggi in periferia e collegamenti navetta verso il centro. Ma i progetti complessivi restano un miraggio, i soldi sono pochi e ci si interroga sulla priorità da attribuire al treno o alle automobili.
Ha provocato scalpore, ad esempio, la posizione dell’Assessore ai Trasporti di Casale che ha valutato gli eventuali vantaggi di una soppressione della tratta Casale–Asti, sospesa da gennaio per il cedimento di una galleria lungo il percorso: se le ferrovie decidessero di smantellarla, sarebbe immediato il completamento della tangenziale verso Ozzano. “Di fronte ai crescenti tagli del servizio – aggiunge l’assessore – dobbiamo chiederci quali sia la formula migliore per garantire il servizio pubblico a un numero di utenti spesso limitato”. Le stesse ferrovie hanno infatti più volte esposto dubbi sulla convenienza di mantenere in vita tratte con scarso numero di passeggeri, come appunto quelle gravitanti sul territorio casalese.
Ma “un servizio più efficiente e treni migliori produrrebbero un aumento della domanda - dice Adriana Sala, consigliere comunale di minoranza a Vercelli - con grossi vantaggi dal punto di vista ambientale”. Senza contare che “è necessario un collegamento veloce tra i tre poli dell’Ateneo Avogadro [e la linea Alessandria-Vercelli transita per Casale], come auspicato dal Rettore”.
Il sindaco di Casale sostiene che i giochi con la Regione sono ancora aperti e rimanda al tavolo tecnico tra le parti, che si svolgerà a Casale nel mese di settembre. Lo stato attuale delle cose, però, chi favorisce? “Certamente le autolinee private e la autostrade – scrivono in un documento i consiglieri di opposizione di Asti – la cosa di per sé non sarebbe un male, se non fosse che a perdere rischia di essere l’interesse dei cittadini”.
27/07/2011

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