15:45 Beti, condannato a 21 anni
Accolta dal giudice Enrica Bertolotto la tesi del pubblico ministero Ghio. Ilir Beti condannato a 21 anni e 4 mesi di detenzione. I familiari delle vittime in lacrime: "Siamo soddisfatti. Era la pena che ci attendevamo. Questo è solo il primo passo. Adesso dobbiamo andare avanti su questa strada perchè i nostri figli non siano morti invano".
14:00 La sentenza entro le 15
Il giudice Enrica Bertolotto si ritira in aula di consiglio ed emetterà la sentenza entro le 15. In aula l'avvocato della difesa Boccassi ha sostenuto che non vi è stata volontarietà nelle azioni di Beti, il quale non era in sè. Ha chiesto, dunque, che venga riconosciuta la condanna di omicidio colposo ma non volontario. In questo caso, la pena massima sarebbe di 15 anni contro i 21 richiesti dal pm Ghio. In aula, contro Beti e il suo avvocato, sono state indirizzate parole pesanti da parte dei familiari delle vittime.
10:10 Omicidio volontario con dolo eventuale
Accolto il rito abbreviato senza condizioni. L'accusa è di omicidio volontario con dolo eventuale. Ha iniziato a palrlare il pm Riccardo Ghio
10:00 Iniziata l'udienza: Beti in aula
E' iniziata da pochi minuti l'udienza a carico dell'imprenditore albanese accusato dell'omicidio di quattro ragazzi francesi sull'A26. Ilir Beti si è presentato in aula davanti ai giudici e ai famigliari delle vittime che si sono costituiti parte civile. La difesa affidata all'avvocato Boccassi ha chiesto il rito abbreviato. Se non saranno chieste condizioni il giudizio potrebbe essere espresso già oggi
Ci saranno i familiari dei quattro giovani morti
la notte del 13 agosto 2011, sull’autostrada A 26, mentre si stavano recando al mare per una vacanza. Ci sarà una delegazione francese, paese di origine delle vittime, ci saranno i sostenitori della associazione
“Un Chemin pour demani” che si sta battendo affinché venga riconosciuto il reato di omicidio sulla strada, ci saranno anche gli agenti del Sulpm, il sindacato autonomo di polizia municipale.
Non ci sarà probabilmente Ilir Beti, l’uomo che era alla guida del suv, in contromano e che sarà con molta probabilità rinviato a giudizio.
Questa mattina, in Tribunale ad Alessandria,
il giudice per l’udienza preliminare decederà se Beti dovrà essere processato per il reato di omicidio volontario. Fuori da palazzo di giustizia, Christine Lorin e altri rappresentanti di “Un chemin pour demain” manifestano per chiedere giustizia.
L’Associazione è nata dopo la morte di Vincent, figlio di Christine, della sua fidanzata Audrey e dei loro amici Elsa e Julien, nell’incidente del
13 agosto dello scorso anno provocato da Ilir Beti che guidava, ubriaco, in contromano sull’A26.
Saranno accolti da Associazioni italiane attive nel tentativo di far introdurre nel codice il reato di omicidio stradale al fine di punire più severamente gli automobilisti che fanno vittime guidando in stato di alterazione per uso di alcool o droghe.
Alle 9.30 si recheranno, accompagnati dall’assessore Gianni Ivaldi, da tempo impegnato in questa battaglia civile, e dal sindaco di Rocca Grimalda, Fabio Barisione, davanti al Tribunale di Alessandria.
Qui manifesteranno pacificamente portando testimonianze e facendo sentire le proprie voci davanti al luogo dove si svolgerà un’udienza decisiva nel processo a carico di Ilir Beti.