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Provincia

Torna il semaforo "verde" per l'aria in provincia

Ci attendono tre giorni di “aria pulita” in provincia secondo il sistema di rilevamento delle polveri sottili, pm10, di Arpa e Regione Piemonte. Dal 27 fino al 30 il sistema di rilevamento non prevede infatti superamenti di inquinanti nei centri con oltre 20 mila abitanti in Provincia. Restano alcune perplessità. Novi chiede, ad esempio, "cosa si intende per centro urbano"?
PROVINCIA - Ci attendono tre giorni di “aria pulita” in provincia secondo il sistema di rilevamento delle polveri sottili, pm10, di Arpa e Regione Piemonte. Dal 27 fino al 30 il sistema di rilevamento non prevede infatti superamenti di inquinanti nei centri con oltre 20 mila abitanti in Provincia. Con il “semaforo verde”, secondo la simbologia adottata dalla Regione Piemonte, ossia se non si registrano superamenti dei limiti di legge in fatto di emissioni inquinanti, decadono le ordinanze emesse la scorsa settimana dalle amministrazioni di Alessandria e Tortona. Entreranno nuovamente in vigore, o ne saranno firmate delle nuove, nel momento in cui le centraline di Arpa rileveranno eventuali nuovi superamenti per quattro giorni consecutivi.
La Legge Regionale numero 42, ha infatti stabilito un protocollo per le limitazioni dell'inquinamento atmosferico che impone ai sindaci di adottare misure antismog allo scattare dell'allarme: semaforo verde, nessuna misura; semaforo arancione in caso di superamento per quattro giorni consecutivi e divieto di circolazione per alcune tipologie di auto, abbassamento del riscaldamento e altre misure; semaforo rosso nel caso in cui le polveri pm 10 sopra i 50 microgrammi si siano registrate per dieci gironi con conseguenti ulteriori divieti . Un sistema entrato in vigore solo dallo scorso 2 novembre che richiede, quindi, un po' di rodaggio. Il comune di Novi, ad esempio, nonostante il semaforo arancione, non aveva adottato alcuna ordinanza. La normativa, secondo l'assessore Cecilia Begaglio, non è del tutto chiari. Lunedì l'ufficio Ambiente della Provincia ha così convocato i sindaci dei comuni con oltre 20 mila abitati (Alessandria, Casale, Novi e Tortona) per cercare di fare chiarezza. Tutto risolto per il futuro? No, perchè restano ancora perplessità. «Non è ben chiaro, ad esempio, cosa si intenda per “centro urbano” e quali aree limitare, quindi, al traffico», dice Bergaglio. Tra gli altri punti ancora da chiarire è lo strumento delle ordinanze. Fatta la prima, resta valida ad oltranza o deve essere riproposta ogni volta che scatta il “semaforo”? «Trasmetteremo le perplessità dei Comuni, raccolte durante la riunione, agli uffici regionali», promettono dall'ufficio Ambiente di palazzo Ghilini.
29/11/2017

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