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Elezioni 2017

Tutti pronti sostenere le imprese, ma con sfumature diverse

Presenti sei candidati a sindaco su otto al confronto economico organizzato da Confapi. Assenti Ivaldi e Miraglia, sono intervenuti Trifoglio, Campana, Rossa, Locci, Serra e Cuttica di Revigliasco
ELEZIONI – Assenti Gianni Ivaldi (Led, Laboratorio di Energie per il Domani, Riaccendiamo Alessandria) e Cesare Miraglia (Sindaco Cesare Miraglia Lista Civica, Verdi, Giovani Civici), gli altri candidati a sindaco di Alessandria si sono confrontati nella sede della Confapi su economia, ruolo delle piccole e medie imprese, spazi reali di manovra degli enti locali a sostegno delle aziende. Tre le domande, uguali per tutti, e tre i minuti a disposizione per le risposte. Nel salone della sede associativa di via Trotti, sedie occupate quasi per intero dai vari sostenitori dei rispettivi candidati, mentre la rappresentanza imprenditoriale era ridotta a poche persone. Le domande, abbastanza simili l'una altra, hanno ruotato dall'analisi delle prospettive economiche al ruolo delle piccole e medie imprese e a quanto può fare l'ente locale. Oria Trifoglio (Quarto Polo, Partecipazione Democratica, Patto per Alessandria), Domenico Campana (Ripresa d'Italia), Rita Rossa (Lista Rossa; Sinistra per Alessandria, Partito Democratico Rita Rossa Sindaco, Moderati per Rossa), Emanuele Locci (Locci Sindaco, Direzione Italia per Locci, Alessandria Migliore), Michelangelo Serra (Movimento 5 Stelle), Gianfranco Cuttica di Revigliasco (Lega Nord, Forza Italia Berlusconi con Cuttica, Fratelli d’Italia Cuttica Sindaco, SìAmo Alessandria) hanno risposto, in questo ordine, alle domande, fornendo un quadro in cui posizioni sostanzialmente simili sono state però declinate con differenti sfumature.

Oria Trifoglio ha puntato su “collaborazione e competenza” per trovare “soluzioni condivise con le parti sociali” da parte di una amministrazione comunale “che deve essere solida dal punto di vista economico e affidabile per interpretare nel modo migliore il rapporto diretto con il mondo delle piccole e medie imprese”. Dialogo costante, con le aziende come con il mondo bancario, passando per un intervento anche sulla macchina comunale sono gli altri punti toccati.
Domenico Campana ha parlato di “sostegno all'occupazione”, della necessità di “fare spendere i soldi dei cittadini in città” e “usare i finanziamenti di vari enti per reperire risorse e organizzare manifestazioni ed eventi per attirare gente da fuori”. È necessaria, ha aggiunto, “collaborazione con tutti i soggetti coinvolti”.
Rita Rossa ha proposto un “tavolo per lo sviluppo” e nei primi cento giorni “l'avvio dei cantieri con i milioni che arrivano ad Alessandria: 90 per il teleriscaldamento, i 25 più 7 per la Cittadella, i 18 del progetto periferie”, oltre a un intervento sulla tassazione di competenza locale e sulla macchina comunale” nell'ambito delle norme. Ruolo dell'università e del Politecnico sono stati definiti indispensabili nel rapporto con le piccole e medie imprese.
Emanuele Locci ha puntato sulla governance locale “condivisa con le associazioni” e su strumenti da usare come la revisione del Piano regolatore generale per ridare impulso all'economia e alla città. “Penso anche - ha aggiunto – a una agenzia di sviluppo e a una consulta strategica permanente, oltre a una macchina comunale più efficiente”.
Michelangelo Serra ha detto chiaramente di lavorare “per cercare soluzioni per le piccole e medie imprese anche a discapito di quelle più grandi per evitare la delocalizzazione, favorire il commercio di prossimità, oltre a sfruttare i bandi pubblici e comunitari”. Critica la posizione sulla banche che dovrebbero “finire di fare della finanziarizzazione e tornare a dare i prestiti dietro un semplice interesse come facevano una volta”.
Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha ritenuto prioritario puntare sulle “agevolazioni per favorire gli insediamenti, su una revisione seria e saggia del rapporto con i porti liguri per innescare rapporti virtuosi con il tessuto economico alessandrino e su una logistica delle persone per una politica turistico-culturale che coinvolga il territorio del Monferrato”. La macchina comunale “è da revisionare in termini di efficienza per fare risposte precise e veloci alle imprese” e l'esigenza reale è di un “patto con la città che coinvolga tutti”. 

20/05/2017

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