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Economia

Toninelli ai lavoratori Tav: nessuno sarà licenziato, fino a gennaio

Il ministro Toninelli ha ricevuto a Roma una delegazione di lavoratori del Terzo Valico. Nessuna garanzia per il futuro in attesa dell'analisi costi-benefici, attesa tra una quindicina di giorni. Assicura però che, fino a gennaio, nessuno sarà licenziato
ECONOMIA – Si conoscerà entro una quindicina di giorni il futuro del Terzo Valico dei Giovi e dei lavoratori impegnati nei cantieri. Dal ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, al momento, non arriva nessuna garanzia. Ieri, intanto, i cantieri si sono fermati per una giornata di sciopero e per consentire ai lavoratori di partecipare alla manifestazione a Roma, indetta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. 
In circa 300 sono partiti dai cantieri di Novi Ligure, Arquata Scrivia e Castagnola.
Al temine della manifestazione sotto le finestre del ministero, Toninelli ha incontrato una delegazione di lavoratori. Un gesto che è stato apprezzato ma che non ha placato le preoccupazioni. 

“Il ministro ha ribadito che i fondi non saranno sbloccati fino a quando non sarà completata l'analisi costi-benefici – ha spiegato il segretario provinciale di Fillea Cgil, Rocco Politi – L'analisi dovrebbe essere pronta entro una quindicina di giorni”.
I risultati dell'analisi saranno comunicati anche ai lavoratori. C'è infatti l'impegno del ministro a convocare i sindacati per condividere l'esito dell'analisi. C'è anche l'impegno affinchè “non ci siano licenziamenti fino al gennaio 2019”. 
“Se dovesse essere confermata la sospensione dell'opera e la chiusura dei cantieri, vedo difficile il mantenimento dei livelli occupazione, fosse anche solo fino a gennaio”, dice Politi.
Il nodo della questione resta il proseguimento dell'opera. I sindacati ritengono "inaccettabile" il blocco e, a maggior ragione, la sospensione dell'opera. “Riteniamo che a rischio, nel breve periodo, ci siano almeno 400 lavoratori e, in caso di blocco definitivo, oltre duemila”. Il ministro avrebbe anche garantito la ricollocazione della forza lavoro, qualunque sia l'esito dell'analisi. “Ci chiediamo come e dove”, ribatte Politi.

Intanto Cociv comunica che "I dipendenti del Consorzio, su iniziativa volontaria e personale, hanno devoluto la propria retribuzione della giornata di sciopero alla città di Genova, in particolare alla comunità interessata dal crollo del ponte Morandi. 
La somma raccolta dai dipendenti verrà consegnata al Sindaco della Città di Genova per essere donata ai familiari delle vittime e alle famiglie coinvolte direttamente dal crollo del ponte Morandi.
L’iniziativa è anche una forma di ringraziamento alla città di Genova che ospita l’attività dei cantieri ormai da sei anni e che, dopo il crollo del ponte ha necessità di essere supportata nel suo rilancio"
.



 

10/10/2018

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