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Alessandria

Teatro: non diventerà un parcheggio, ma la riqualificazione è lontana

Il sindaco definisce "folli" le parole di chi, all'interno di Palazzo Rosso, aveva avanzato l'ipotesi di farne un silos per le auto, ma conferma che trovare le risorse per una riapertura a tempo pieno del teatro comunale sarà tutt'altro che semplice. I passaggi più complessi sono l'acquisto del diritto di superficie e i costi di gestione
ALESSANDRIA - Giafranco Cuttica di Revigliasco, primo cittadino del nostro capoluogo, torna sul tema del teatro, fugando le voci sull'esistenza di un progetto per renderlo in futuro un silos per le auto, una soluzione in grado di togliere le auto da piazza Garibaldi, sebbene al prezzo di rinunciare a uno spazio importante della storia culturale della città, di fatto ormai sostanzialmente chiuso da tempo. 

"Non so a chi sia venuta questa idea all'interno di Palazzo Rosso, ma si tratta di una schiocchezza, per non dire peggio - spiega Cuttica - nessuno qui si vuole disfare del Teatro, anche se è chiaro che il suo pieno recupero sia molto impegnativo dal punto di vista economico e non possa essere immaginato in tempi brevi". 

"Ammesso e non concesso che si trovassero i fondi - sottolinea il sindaco - c'è anche il problema del rispetto del patto di stabilità, un vincolo che ci sta mettendo in crisi, perché Alessandria deve già fare i conti con i costi per ripianare debiti avvenuti durante il periodo del dissesto e avviare qualsiasi altra nuova spesa non è semplice, soprattutto perché qui si sta parlando di cifre importanti".

"Non basta - prosegue il primo cittadino - pensare a un project financing: chiunque sia interessato chiede al Comune di compartecipare dei costi di gestione per una cifra fra i 200 e i 400 mila euro l'anno, senza contare la spesa iniziale che si renderebbe necessaria, vale a dire un milione e mezzo di euro, forse 2 milioni, necessari per ricomprare il diritto di superficie da Aspal".

Quali possano essere allora le vie che porteranno a un recupero del teatro, che ovviamente rimanendo chiuso rischia di vedere peggiorare le sue condizioni interne ogni giorno di più, non è dato saperlo, ma il sindaco ribadisce l'intenzione di volerci lavorare, con un modello chiaro in mente: "se mi chiedete soluzioni per domani non posso fornirle. Però i momenti di confronto con diversi soggetti non sono mancati, e altri ne verranno: ragioniamo dei costi di gestione perché per riaprilo in pianta stabile bisogna riuscire a tagliarli, così è insostenibile. Io penso che la soluzione più credibile sia quella di arrivare a una prospettiva modulabile, con il teatro che può offrire la duttilità interna necessaria: dovrebbe diventare uno spazio capace di ospitare più attività e di far convivere realtà diverse, tornando ad essere teatro all'occorrenza. Penso a una sorta di Bataclan con paratie mobili modulabili a seconda delle occasioni: ciò che va riprogettato è l'interno del teatro, la struttura esterna può rimanere la medesima". 
12/08/2018

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