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Lavoro

Sicurezza nei cantieri del Terzo Valico, i sindacati chiedono più controlli

I lavoratori dei cantieri del Terzo Valico si sono fermati per una giornata di sciopero per chiedere più sicurezza nei cantieri, dopo la morte dell'operaio caduto dall'impalcatura a Voltaggio. Le proposte presentate al Prefetto, per garantire maggiori controlli

LAVORO - “Quando partiamo per una trasferta, ci chiediamo chi sarà il prossimo a tornare in una bara”. Una frase forte, ma che racchiude tutta le preoccupazione dei lavoratori impegnati nei cantieri del Terzo Valico dei Giovi. Solo una minima parte sono dipendenti diretti di Cociv. Gli altri sono “trasfertisti”, dipendenti di ditte in appalto o sub appalto che eseguono lavori specifici. Come quello di Egidio Martino, l'operaio di 57 anni che ha perso la vita venerdì mattina, nel cantiere di Voltaggio, a seguito di un incidente sul lavoro. Martino era della provincia di Potenza ed era un lavoratore specializzato nei rivestimenti dei condotti di areazione. E' precipitato da un ponteggio, montato all'interno della galleria di servizio.
“Lavoratori che operano a diversi metri sotto terra, fino a due chilometri”, ricorda Paolo Tolu, delegato per Uil.
Lunedì tutti i cantieri del Terzo Valico dei Giovi si sono fermati e i lavoratori si sono ritrovati sotto le prefetture di Alessandria e Genova. Ad Alessandria una delegazione è stata ricevuta in mattinata dal viceprefetto e, nel pomeriggio, dal prefetto. I sindacati hanno prsentato una piattaforma di richieste per garantire più sicurezza.
Tra le questioni aperte ci sono gli orari di lavoro. “La presenza di più ditte rende difficile avere un controllo delle ore di lavoro effettivamente rese. Dopo otto ore l'attenzione e la concentrazione possono diminuire”, dice ancora il sindacalista. A volte l'operaio non è nelle condizioni di dire “no”, per timore o perchè due soldi in più in busta paga fanno piacere.
Le proposte avanzate dai sindacati sono relative alla nomina di un responsabile per la sicurezza direttamente a carico del general contractor (Cociv), l'istituzione di un “settimanale” di cantiere, ossia del controllo degli orari di lavoro e del flusso di manodopera; l'obbligatorietà di un pacchetto di ore formative sui rischi specifici, in aggiunta a quelle previste dal decreto 81; l'intensificazione delle simulazioni di infortunio e un protocollo per le emergenze; l'attivazione di una campagna di assemblee sindacali in collaborazione con i tecnici Asl sulle problematiche dei singoli cantieri.
“Il prefetto – riportano i sindacati – ha ascoltato le nostre proposte”. C'è l'impegno ad attivarsi per condividerle con Cociv e renderle operative.
11/12/2018

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