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Alessandria

Processo Repetto: "Rimborsi gonfiati? Solo arrotondati"

Questa la tesi della difesa al processo contro Lorenzo Repetto, ex presidente e ad di Amag, accusato di rimborsi chilometrici gonfiati e di assunzioni "facili". In udienza l'avvocato Gastini ha chiamato a testimoniare i primi 10 teste della difesa: "per spostamenti in città usava la sua auto" senza rimborsi. Quelli del tragitto casa-azienda sarebbero quindi "arrotondati" secondo la difesa
ALESSANDRIA - Rimborsi per spostamenti in auto gonfiati? “No, solo arrotondati”. E' questa la linea della difesa nel processo che vede l'ex amministratore di Amag, Lorenzo Repetto, imputato per truffa e abuso d'ufficio. L'ex presidente e amministratore delegato è accusato di aver chiesto rimborsi per spostamenti in macchina – nel tragitto giornaliero casa-azienda – troppo alti, “gonfiati”, rispetto a quello che gli sarebbe spettato. Si parla di una quarantina di chilometri nel viaggio da casa a lavoro, rispetto a quelli calcolati e verificati dalle indagini della Guardia di Finanza, che sarebbero circa 32 Km.

Nell'udienza di ieri, mercoledì 8 ottobre, la difesa ha chiamato i primi 10 teste (dopo la rinuncia del Pm, Riccardo Ghio alle ultime due testimonianze dell'accusa): tutti dipendenti o ex dipendenti dell'azienda, che hanno lavorato sotto l'era Repetto, oppure persone che hanno lavorato in Comune o in quegli enti e istituzioni fortemente legati all'allora Chief executive officer. Dall'impiegata della guardiola di ingresso all'Amag, all'impiegata della segreteria di presidenza, dai tecnici dell'ufficio progettazione e autorizzazioni ambientali, al direttore della Direzione Infrastrutture del Comune di Alessandria fino all'allora capo di gabinetto sotto l'amministrazione Fabbio, Paolo Ansaldi. Tutti hanno confermato gli spostamenti di Lorenzo Repetto “con la sua auto, la sua Audi 8 color grigio metallizzato”. Con la sua macchina personale (solo quando era a riparare usava il Suv della moglie) arrivava al mattino molto presto a lavoro e con la stessa auto usciva molto tardi la sera (dopo le 20 “spesso e volentieri”). Così era per il sabato e talvolta la domenica e per tutti gli spostamenti verso i cantieri, verso il depuratore degli Orti e verso Comune o Provincia ai quali era legato per numerosi progetti e investimenti. “E per questi spostamenti chiedeva rimborsi?” ha chiesto l'avvocato difensore Luca Gastini. “No”. Così la tesi dei chilometri in più nei rimborsi stradali da casa all'Amag viene ribaltata in un “arrotondamento” per tutti gli spostamenti in città e nei d'intorni di Alessandria per cui l'ex amministratore sembrava non chiedere restituzione.
Le poche domande rivolte dal pubblico ministero sono state: “Ma diceva dove andava? E al mattino presto, quando vedevate la sua auto parcheggiata in cortile, sapete se portava a scuola le bambine prima di entrare a lavoro?”. Cercando di mettere in dubbio tutta la “certezza” degli spostamenti e del dove andava o cosa faceva quando usciva dall'azienda con l'auto.

Insomma cercando di puntare sulla “conoscenza della persona Lorenzo Repetto”. Che è poi la linea generale tenuta dalla difesa: “L'obiettivo è cercare di capire come si muoveva dentro e fuori l'azienda, quanto era presente, e per inquadrare la persona e la sua gestione professionale, dagli occhi di chi con lui ha lavorato” ha spiegato l'avvocato Luca Gastini. E il ritratto che a più voci ne è emerso è di un mattiniero, gran lavoratore, sempre presente, talvolta anche il sabato e la domenica che chiedeva altrettanto al suo personale. “Si può dire che venivamo spremuti come limoni” e “restavamo in azienda almeno fino alle 19.30-20 mentre l'orario di lavoro era le 17-17.30”. Insomma “Non c'era orario e lui era molto esigente”. Negli anni di amministrazione Repetto (quindi dal 2008) le assunzioni (senza concorso pubblico come era stato permesso alle società Spa) era cresciute notevolmente di numero: “sotto la sua gestione avevamo preso molta più mole e carico di lavoro” hanno sostenuto molti dei teste, specie coloro che lavoravano nei settori tecnici. “Molti investimenti in più, anche di lavori che non erano propriamente di competenza di un'azienda come l'Amag. Ma eravamo diventati il braccio operativo del Comune che si trovava in difficoltà”. Molti reparti sono stati quindi “rafforzati” per la maggiore attività. Ecco spiegato il perché. 
La difesa prosegue con una seconda serie di teste (altri 15 circa), nella nuova udienza fissata per l'11 febbraio 2015 (alle ore 11.30) presso il Tribunale di Alessandria. L'avvocato Gastini intanto ha già deciso di rinunciare alla testimonianza di alcuni teste della difesa, come Menagazzi, Marostica, Chiappino e per i “rapporti” con il Comune di Alessandria, di Neri e Gazzina.
9/10/2014

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