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Provincia

Poste: levata di scudi contro la consegna giorni alterni

Il piano prevede l'estensione della sperimentazione ad altri 142 comuni della provincia sparsi nei vari territori. Il caso eclatante di Tortona. "Per i piccoli comuni la consegna puntuale è tutto"
PROVINCIA - Tortona è il caso più eclatante dei 142 comuni del territorio alessandrino che rischiano di vedesi consegnare la posta a giorni alterni. Nell’elenco stilato dalle Poste non c’è un territorio che si salvi: Novese, Ovadese, Acquese. Il Casalese da questo punto di vista ha “fatto scuola”, essendo la prima porzione di provincia interessata dalla sperimentazione con l’inclusione di 29 comuni. “Il modello dei giorni alterni non ha funzionato e a distanza di oltre due anni presenta ancora anomalie –  spiega Lorenzo Bisio, segretario Slp Cisl -. Nonostante le difficoltà e i disservizi denunciati da dipendenti, clienti, sindacati, istituzioni e consumatori, Poste vuole proseguire con la seconda e terza fase del progetto: nel primo caso entro fine anno, nel secondo si vedrà. Abbiamo un tavolo aperto a Roma, in cui l’azienda si è detta disponibile al rinnovo del contratto e a nuove assunzioni solo se proseguirà il confronto sulla revisione del recapito. Come Slp porteremo avanti la battaglia senza accettare come merce di scambio i giorni alterni, per i quali proporremo una revisione del modello”.

“È incredibile e ottuso l’atteggiamento di Poste – attacca Marco Sali, Slc Cgil -  nel voler portare avanti a tutti i costi il progetto di recapito a giorni alterni. Questo contro tutto e tutti, in primis l’utenza che verrà penalizzata da un disservizio già evidente dove il progetto è partito, come Casale e Mombello, poi i lavoratori, perché c’è differenza fra lavorare dignitosamente e tribolare per dare un servizio pessimo”. Duri anche i commenti degli amministratori locali. “Ho incontrato più volte i vertici di Poste quest’anno – afferma Gianluca Bardone, sindaco di Tortona - spiegando la mia totale contrarietà a qualsiasi dimensionamento dei servizi su un territorio come il nostro, che ospita importanti realtà produttive, imprenditoriali, amministrative. La razionalizzazione a oggi è ferma ed è aperto un tavolo di confronto: aspetto un nuovo incontro, che ho sollecitato”. “Se vogliono ammazzarci – è stato il commento di Franco Ravera, sindaco di Belforte e Presidente dell’Unione dal Tobbio al Colma – manca giusto il recapito della posta un giorno sì e un giorno no, poi i nostri Comuni potranno pure chiudere i battenti. Per i cittadini dei piccoli paesi la consegna puntuale della posta è tutto”. 

20/11/2017

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